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Culture
Ugo Rondinone: giorni d’oro più notti d’argento

di Carolina Lombardini

UGO RONDINONE giorni d’oro + notti d’argento

 

Il grande artista svizzero di fama internazionale, Ugo Rondinone,  espone ulivi millenari e clown inseriti in due contesti unici: il Macro Testaccio, un ex mattatoio del 1981 e grande esempio di archeologia industriale e i Mercati di Traiano, il primo mercato di lusso al mondo inserito in una delle cornici uniche che offre Roma e la sua storia di città imperiale. 
L’artista nato a Brunnen, in Svizzera, nel 1964 e che attualmente vive a New York, ha esposto in tutti i musei più importanti al mondo. 
La mostra si intitola GIORNI D’ORO+NOTTI D’ARGENTO per citare i cicli della vita, la luce del giorno e la luce della notte. 
Il curatore, Ludovico Pratesi, è molto soddisfatto che un’artista di tale caratura abbia riconosciuto in Roma una vetrina adeguata alle sue opere. 

Al Macro Testaccio assistiamo a Giorni d’oro, VOVABULARY OF SOLITUDE  in cui 45 clown variopinti  e tristi per accezione, denunciano la propria solitudine e accolgono il visitatore nelle più svariate pose del quotidiano, disseminati nel lungo padiglione diviso in settori dai colori forti. Oltre ai clown sono esposte delle scarpe sempre circensi, dei quadranti di orologi in vetro e sui muri due finestre dipinte con colori diversi. Un colpo d’occhio emozionante, un esercito di anime intense. Il percorso concettuale è arricchito dalla presenza di centinaia di arcobaleni disegnati dagli studenti delle scuole di Roma, coinvolti direttamente dall’artista in collaborazione con il Dipartimento Didattica del museo. L’installazione, colma di luci e colori, dopo Roma andrà alla volta di Miami per Art Basel.
Al Mercato di Traiano sono inserite delle installazioni in alluminio verniciato di bianco che  sono talmente essenziali da creare un altro pathos  e grande riflessione. La solitudine dell’albero dai rami spogli e dai contorni ancestrali, si staglia in un contesto magico e sofisticato. Assistiamo allo spettacolo che desta meraviglia di  Notti d’argento, dove Ugo Rondinone ha portato un gruppo di calchi di cinque ulivi millenari, che dovrebbero essere stati piantati quando hanno costruito il Mercato per conto dell’imperatore Traiano nel 110 d.C.   e ancora esistenti . I cinque alberi, i primi di un gruppo di dodici, rappresentano l’allegoria delle fasi lunari. Rappresentano  anche una citazione dell’artista  alla famiglia d’ origine proveniente da Matera, come gli alberi da cui è stato fatto il calco.
Gli alberi di Rondinone all’imbrunire assumono un colore perlaceo che contrasta con la pietra della storia e rende il tutto ancora più etereo. Anche questa installazione,  dopo Roma, sarà trasferita nell’ottobre 2016 a Parigi, a Place Vendome, in occasione della FIAC.
Un elegante filo rosso lega i due scenari così contrapposti: la solitudine  e l’inquietudine dell’essere umano.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è curata da Ludovico Pratesi col supporto di tre tra le gallerie più importanti al mondo: Sadie Coles HQ di Londra, Gladstone Gallery con sede a New York e Bruxelles e Galerie Eva Presenhuber di Zurigo. 

Con questa mostra Roma diventa un palcoscenico non solo più di arte antica e moderna, che la rende già unica al mondo, ma anche di arte contemporanea poiché è la prima volta che una mostra viene distribuita in uno spazio archeologico e in un museo istituzionale.

Mercati di Traiano, via Quattro Novembre 94, Roma, 10 giugno- 1 settembre
Macro Testaccio, Padiglione 9B, piazza Orazio Giustiniani 4, Roma 10 giugno- 11 settembre

Tags:
cultura mostra roma
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