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Cura di sé
Un italiano su 2 dorme male: 10 domande all'esperto per un sonno migliore

Trentaquattro europei su cento soffrono d'insonnia. Le donne sono più a rischio (il 60% degli insonni è di sesso femminile). Sei persone su dieci ammettono di dormire male saltuariamente (in Italia il 54%) mentre per il restante 40% dormire poco e male è un problema costante. Per quanto riguarda l’Italia il 37% degli italiani insonni attribuisce il disagio notturno allo stress, il 38% all'ansia, il 22% alla depressione. 

Ne parliamo col Dott. Francesco Somajni, Direttore del Reparto per i Disturbi del Sonno presso la Casa di Cura “Le Betulle” di Appiano Gentile (CO).

somajini
 

Dott. Somajni come si riconosce l’insonnia?

Prima di tutto bisogna parlare di Disturbi del Sonno, al plurale, perché si possono presentare con forme e modalità molto diverse. L’insonnia è il disturbo più comune e può interferire con l’addormentamento, con la fase centrale del sonno, o determinare risvegli precoci. Il soggetto percepisce di non dormire a sufficienza, di non riposare bene, o di non riuscire ad addormentarsi. Le conseguenze della mancanza di riposo sono la stanchezza diurna, la difficoltà a concentrarsi, disturbi di memoria, ansia e nervosismo. Altre patologie del sonno sono l’ipersonnia diurna (come la narcolessia), il Disturbo delle Gambe senza Riposo e il Bruxismo.

Si definisce insonnia lo stato in cui una persona percepisce il proprio sonno come insufficiente o insoddisfacente. In altre parole quando il paziente non riesce a trarre beneficio dal riposo perché dorme troppo poco oppure dorme male.

Quindi ci sono più tipi di insonnia?

L'insonnia non è una malattia univoca ma si presenta in tanti modi diversi, ecco perché clinicamente viene classificata tenendo conto di almeno tre parametri: la sua durata, le possibili cause e la tipologia.

La durata dell'insonnia varia da paziente a paziente e può subire modificazioni nel corso della vita di uno stesso individuo. Può essere occasionale, quindi episodi isolati, che durano solo alcuni giorni, e sono generalmente associati ad eventi particolarmente stressanti. Può essere transitoria, se dura meno di tre settimane, si risolve spontaneamente o con l'aiuto farmacologico. Può essere cronica, quando si protrae per più di un mese e deve essere risolta con un intervento terapeutico.

Quasi sono le cause dell’insonnia?

L’insonnia può essere primaria o non organica, quando il paziente è sano e non ci sono cause apparenti che giustifichino il sintomo. Può essere secondaria, quando l'insonnia è dovuta a malattie, o abitudini pre-esistenti, bisogna intervenire su queste cause per risolvere anche il disturbo del sonno. Disturbi psichici come depressione e morbo di Parkinson o malattie fisiche come dolore cronico, reflusso gastroesofageo e asma influenzano negativamente la fisiologia del sonno. L'uso di sostanze medicinali (gli stessi sedativi) o l'abuso di droghe e alcolici possono alterare i meccanismi del sonno.

Può fare altri esempi ?

Per esempio le cause possono essere ambientali, come la presenza di rumori disturbanti, o un letto inadeguato per le caratteristiche fisiche del soggetto. Possono essere indotti da sostanze esogene come il caffè, la Coca Cola, gli alcolici, le droghe. Possono essere un sintomo di disturbi psichiatrici come la depressione e l’ansia. Possono essere associati a una patologia medica generale come il morbo di Parkinson, il sovrappeso, le malattie cerebro-vascolari, l’ipo-ipertiroidismo e le insufficienze respiratorie.

Ci sono fasce di età più interessate dall’insonnia?

I Disturbi del Sonno sono piuttosto diffusi e trasversali a tutte le età, a partire dalla prima infanzia sino alla vecchiaia. I bambini possono faticare ad addormentarsi per delle angosce ansioso-depressive, o svegliarsi di notte per degli incubi. Gli anziani tendono per natura a dormire meno e possono necessitare di un riposo pomeridiano. Nel nostro Paese il 20% della popolazione, quasi 13 milioni di persone, soffre cronicamente d'insonnia, caratterizzata dalla difficoltà ad addormentarsi, dal sonno interrotto più volte e dai risvegli all'alba. Ne risentono soprattutto le donne, che rappresentano circa il 60% degli insonni, e gli anziani oltre i 55 anni, ma non mancano picchi preoccupanti anche tra i giovani. L'insonnia più diffusa, in crescita in Italia, è quella saltuaria, che va e viene e che interessa un italiano su tre.

Quali sono le terapie dell’insonnia?

Prima di tutto bisogna ascoltare il paziente per arrivare a una diagnosi corretta. In alcuni casi è necessario sottoporre il paziente a esami utili a definire la diagnosi, al supporto per la risoluzione dei problemi ambientali e dei fattori stressanti, fino alla prescrizione di psicofarmacoterapie. I farmaci che trovano indicazione nel trattamento dell’insonnia sono:

  • le benzodiazepine, in particolare quelle ipnoinducenti a differente emivita (durata dell’effetto), che trovano diversa indicazione in base al tipo di insonnia: iniziale, centrale (più risvegli durante il sonno), o con risveglio precoce;
  • neurolettici (tranquillanti maggiori), alcuni dei quali agiscono prevalentemente in senso sedativo e trovano indicazione nelle forme più gravi di insonnia;
  • antidepressivi, dove si ha la copresenza di disturbi d’ansia o depressivi, utilizzando il loro potenziale effetto sedativo.

Gli italiani sono dei bravi pazienti?

In realtà, a fronte di una proposta terapeutica facilmente accessibile, l'atteggiamento più diffuso sembra essere di rassegnazione: meglio non far nulla e sperare che la situazione migliori da sola. Per il 37% degli europei, l'insonnia è un male incurabile, che non può essere trattato. E la situazione viene vista in maniera ancora peggiore dagli italiani, che nel 46% dei casi non fanno nulla per guarire. Il 32% degli insonni europei ha pensato di parlarne con il medico (38% in Italia) e il 13% ha scelto, invece, di affidarsi ai poteri dell'alcol per curare l'insonnia (17% degli italiani). 

Presso la casa di cura Le Betulle effettuati anche i ricoveri

Sì, in caso di insonnia grave si programma il ricovero in camera singola, con assistenza psichiatrica e psicologica, per una risoluzione più rapida del disturbo. Nel nostro reparto cerchiamo di affrontare ogni caso attraverso un’adeguata integrazione tra lavoro farmacologico e psicologico, al fine di trovare per ogni paziente la terapia più efficace. Seguiamo il paziente sia ambulatorialmente sia in regime di ricovero e, in quest’ultimo caso, generalmente in 7-10 giorni di permanenza nella struttura si registra un netto miglioramento. Anche i pazienti ambulatoriali vengono monitorati quotidianamente (anche telefonicamente) per valutare l’impostazione della terapia, che per essere veramente efficace deve garantire i minori effetti collaterali possibili e i massimi benefici clinici.

Quali sono gli effetti collaterali dei farmaci ipnotici?

L’unico effetto collaterale può essere la sonnolenza diurna, ma si tratta di individuare la giusta posologia (dosaggio) e il giusto farmaco per quella determinata persona. È un problema che si risolve facilmente e rapidamente.

Quindi in caso di insonnia cosa consiglia?

Se l’insonnia supera la settimana di rivolgersi a uno specialista per la risoluzione rapida del problema.

Le Betulle” è una Casa di Cura privata non accreditata ad indirizzo polispecialistico e si rivolge a pazienti con forme pertinenti la Medicina Generale, la Psichiatria e la Chirurgia. Ha sede ad Appiano Gentile, in provincia di Como, ed è dotata di 90 posti letto autorizzati divisi in due Unità Organizzative: una di Medicina Generale con sezione di Psichiatria, l’altra di Chirurgia. La Casa di Cura ha in essere convenzioni con i principali istituti ed enti assicurativi sia per prestazioni ambulatoriali che di degenza.

www.casadicuralebetulle.it

 

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