Dopo decenni di dibattito tra uomo e donna sulla pillola piuttosto che del preservativo, un nuovo trend in materia di contraccezione si sta delineando. E’ un tendenza che arriva dall’estero, soprattutto dal Belgio, dove i numeri parlano chiaro: la contraccezione definitiva a carico degli uomini è sempre più diffusa. Secondo il quotidiano Le Soir, infatti, sono sempre più numerosi i belgi che si sottopongono alla vasectomia. Quasi 9mila operazioni nel 2013: questi i numeri diffusi dall’Institut national d’assurance maladie-invalidité (Inami). I candidati sono soprattutto trentenni: esattamente la metà delle persone che si sono sottoposte a questa operazione. “Sempre più uomini vogliono essere proattivi nella contraccezione”, spiega Thierry Roumeguère, capo del Service d’urologie all’ospedale Érasme di Bruxelles.
Un gruppo di ricercatori della fondazione Parsemus, negli Stati Uniti, sta lavorando a questa nuova tendenza per sviluppare un sistema contraccettivo attraverso un’iniezione non ormonale da praticare sugli uomini. La tecnica è progettata per avere un effetto reversibile e probabilmente sarà disponibile in commercio già nel 2017. La sostanza iniettata è un polimero, chiamato Vasalgel, che blocca temporaneamente (in maniera meccanica) il trasporto dello sperma dai testicoli attraverso i dotti deferenti. Il funzionamento quindi è analogo alla vasectomia ma, a differenza di questa, non è permanente: se un uomo vuole ripristinare il normale flusso di sperma, dopo mesi o anni, il polimero può essere lavato via con un’altra iniezione.
LINEE GUIDA – La vasectomia, cioè la legatura bilaterale dei deferenti, è un metodo sicuro ed efficace nel garantire una contraccezione permanente ed è priva di effetti collaterali importanti a breve e a lungo termine; l’unico punto debole, legato a questa procedura chirurgica non complessa, è il cattivo e a volte insufficiente grado di informazione pre, intra e post-operatorio che viene fornito ai futuri aspiranti maschi da noi andrologi.
Ora l’European Association of Urology ha proposto le nuove Linee Guida Europee, stilate dopo un’attenta revisione dei 113 lavori più ponderosi, pubblicati in questi ultimi trent’anni, come spiega Medicitalia.it.
Questi in sintesi sono i punti e le conclusioni più importanti e significativi:
1) la vasectomia è soprattutto indicata a maschi di età superiore a 30 anni con una relazione stabile (aggiungerei già con prole), senza gravi patologie a livello della borsa scrotale e/o pregressi dolori a livello del testicolo e dell’epididimo;
2) a tutti gli uomini, che vogliono sottoporsi a questo tipo d’intervento, si dovrà dare una corretta e precisa informazione relativa a tutte le altre tecniche alternative di contraccezione, ai particolari e specifici aspetti della procedura chirurgica quali: la sostanziale irreversibilità dell’intervento (da aggiungere l’eventuale consiglio alla crioconservazione di un campione di liquido seminale), la necessità di utilizzare una contraccezione efficace fino alla provata sterilità, che si verifica tramite uno spermiogramma, fatto in ambiente dedicato;
3) dare sempre adeguate informazioni sulla piccola percentuale di complicanze minori (ematomi, infezioni, dolori);
4) non trascurare di indicare le percentuali, anche se modeste, di insuccesso;
5) i dati raccolti non indicano una tecnica chirurgica più affidabile di un’altra nell’ottenere il risultato sperato o tale da giustificarne il suo uso preferenziale, sappiamo invece che l’elettrocoagulazione dei monconi dei deferenti diminuisce in modo significativo le percentuali di ricanalizzazione precoce;
6) far firmare sempre un dettagliato consenso informato che deve contenere appunto tutte le informazioni relative alla tecnica di intervento utilizzata, alle possibili alternative, alle complicanze, alla necessità, fino ai 3 mesi successivi all’intervento, di utilizzare sempre mezzi contraccettivi sicuri.
7) dopo 3 mesi dalla vasectomia ed almeno 20 eiaculazioni protette, al controllo post-chirurgico, è indispensabile effettuare un esame del liquido seminale per verificare l’avvenuta sterilità;
8) solo ad azoospermia ottenuta (gli autori parlano pure di presenza di spermatozoi immobili <100.000/ml ma qui io personalmente dissento e non mi sentirei tanto tranquillo!) l’uomo potrà avere rapporti liberi, cioè non protetti.
Le complicanze, associate a questo intervento, sono modeste; nelle 113 pubblicazioni esaminate i sanguinamenti ed gli ematomi postoperatori, in genere superficiali, sono stati segnalati nel 4-22% dei casi, le infezioni di grado lieve e limitate alla ferita nello 0,2-1,5%, il dolore scrotale cronico nell’1-14%, la ricanalizzazione precoce nello 0,2-5,3%, la ricanalizzazione tardiva, cioè dopo aver riscontrato una precedente azoospermia, nello 0,03-1,2% dei casi.
Le differenze di percentuale, anche ampie, qui sopra viste sono da imputare a molti fattori ma soprattutto alle diverse definizioni del termine “complicanze” utilizzate nei lavori scientifici esaminati.
