La Premier, responsabile del governo più longevo d’Italia, domina la politica italiana anche sui social, ma quando si tratta di premere il tasto “segui” diventa selettivissima. Il suo account Instagram conta oltre 8,1 milioni di follower contro appena 55 profili seguiti. Più che un social network, un club privé.
Essere seguiti è potere. Seguire, evidentemente, è un’altra faccenda. Giorgia Meloni su Instagram ha superato quota 8,1 milioni di follower, mentre dall’altra parte dello specchio digitale la presidente del Consiglio segue appena 55 account. Una sproporzione spettacolare: più o meno 147 mila persone che osservano Giorgia per ogni profilo al quale Giorgia concede di guardare la bacheca.
Altro che “follow for follow”, il vecchio baratto dei disperati da social.
Instagram, la corte digitale della premier
Il dato fotografa perfettamente anche la comunicazione politica costruita attorno alla leader di Fratelli d’Italia: una gigantesca platea davanti e pochissime sedie dietro le quinte. E i numeri continuano a premiare la formula. Secondo le rilevazioni aggiornate, l’account ufficiale viaggia sopra gli 8 milioni di follower, con quasi diecimila contenuti pubblicati. Nei 1.413 giorni trascorsi a Palazzo Chigi, video e reel avrebbero inoltre totalizzato 2,2 miliardi di visualizzazioni.
Insomma, Palazzo Chigi governa anche a colpi di algoritmo.
Tutti seguono Giorgia. Ma Giorgia chi segue?
Ed è proprio qui che nasce la curiosità. Perché nell’epoca in cui politici, influencer e aspiranti tali seguono centinaia o migliaia di persone per allargare la rete, Meloni applica la dottrina della scarsità: 55 e non uno di più. Un numero rimasto stabile anche negli ultimi mesi.
Una lista digitale che diventa inevitabilmente anche politica: essere seguiti dalla premier può apparire come un minuscolo gallone social, mentre restarne fuori accomuna praticamente il resto dell’umanità. Nel ristretto club dei 55 non ci sono soltanto colleghi di governo e compagni di strada politici. Accanto a Javier Milei, Francesco Lollobrigida e Santiago Abascal spuntano infatti Jannik Sinner, Fiorello, Nancy Brilli, Paola Minaccioni e soprattutto Michele Morrone. Insomma, dalla destra internazionale a “365 giorni”, passando per il tennis e lo showbiz: anche l’algoritmo meloniano conosce il melting pot.
Del resto il vero privilegio, nell’Italia del 2026, potrebbe non essere avere il numero di telefono di un ministro in rubrica.. Ma scoprire una mattina quella scritta sotto il proprio profilo: “Seguito da Giorgia Meloni”.


