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A2A, gli affari green con Ardian piacciono al mercato. Titolo al top dal 2020

A2A, gli affari green con Ardian piacciono al mercato. Titolo al top dal 2020
A2A: Renato Mazzoncini

A2A sotto i riflettori a Piazza Affari dopo l’annuncio di un’intesa ad ampio respiro con Ardian per lo sviluppo di una maxi piattaforma energetica, focalizzata sulla generazione green e sulla fornitura di energia elettrica, in Italia. Il titolo viaggia in rialzo dello 0,8% a 1,77 euro ed è ai massimi da febbraio 2020. Come annunciato nella tarda serata di ieri, l’accordo prevede che A2A costituisca una newco nella quale conferirà asset della generazione (idroelettrica, cicli combinati a gas, eolico e solare), clienti dell’area mercato e progetti nell’idrogeno.

La valutazione preliminare indicativa del perimetro oggetto di conferimento è di circa tre miliardi di enterprise value con un Ebitda aggregato di 360 milioni. Ardian, invece, investirà nella newco fino a 1,5 miliardi per cassa, contribuendo alla realizzazione del piano industriale di A2A e arrivando a detenere il 45% del capitale. Equita fa notare come la valorizzazione implicita degli asset inclusi nelle business unit coinvolte nell’accordo, cioè l’area generazione e quella mercato sarebbe pari a 4,1 miliardi.

“Considerando l’Ebitda adjusted 2020 delle due divisioni pari a 476 milioni l’EV/Ebitda implicito sarebbe di 8,6 volte, che scenderebbe a 6,8 volte sulle nostre stime 2022, grazie all’effetto scenario (prezzi energia +20 euro/MWh) e all’impatto dei servizi ancillari e del capacity market (+40 milioni)”, aggiunge il broker, secondo il quale “grazie al deal A2A potrà rafforzare la propria struttura patrimoniale, considerato il significativo piano di investimenti e quindi accelerare la crescita nelle rinnovabili“.

Dall’altro lato, Equita – che su A2A ha un “buy” con target price a 1,9 euro – fa notare come andrà valutato quale sarà l’effetto diluitivo sui risultati della societa’ e “sara’ importante verificare la composizione degli asset conferiti e quali clienti saranno apportati nella jv, visto che il multiplo dell’area mercato e’ inferiore rispetto alla generazione”. Equita valuta le due divisioni 3,7 miliardi contro i 4,1 miliardi indicati nel riassetto.