Il Governo sta valutando di reintrodurre uno sconto fiscale sul gasolio dopo la scadenza del taglio da 6,1 centesimi al litro. Il viceministro Maurizio Leo conferma che il dossier è aperto, ma non è stata ancora presa una decisione.
Accise diesel, governo al lavoro dopo il rialzo
La fine dello sconto sul gasolio potrebbe durare meno del previsto. A Palazzo Chigi si valuta infatti una nuova riduzione delle accise dopo che il meccanismo mobile, atteso alla scadenza del precedente intervento, non è entrato in vigore. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha confermato il 6 ottobre che l’Esecutivo sta esaminando la questione: “Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione, vediamo, ci stiamo lavorando”.
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Secondo ANSA, Palazzo Chigi sta cercando le coperture necessarie per un possibile rinnovo dello sconto fiscale. Tra le ipotesi allo studio figurano anche modifiche alla tassazione indiretta su altri prodotti, ma nessuna scelta risulta ancora definita.
Accise diesel, quanto potrebbe scendere il diesel
Il precedente intervento riduceva il carico fiscale sul gasolio di 6,1 centesimi al litro considerando l’Iva. Se il Governo decidesse di ripristinare integralmente lo stesso beneficio, un pieno da 50 litri potrebbe costare fino a circa 3,05 euro in meno rispetto a un prezzo che incorporasse completamente la fine dello sconto. Su 60 litri il risparmio teorico salirebbe a 3,66 euro.
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Non è però certo che il nuovo intervento, se approvato, abbia la stessa dimensione. Il Governo potrebbe utilizzare il sistema delle accise mobili, che consente di destinare parte delle maggiori entrate Iva generate dai rincari energetici alla riduzione delle imposte sui carburanti.
Accise diesel, perché il meccanismo mobile non è ancora partito
Alla scadenza del taglio precedente non risultava pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale necessario per attivare il sistema. Il 6 ottobre, per la prima volta da marzo, il gasolio è quindi tornato senza alcuna agevolazione fiscale straordinaria. Il prezzo medio self è salito a 2,244 euro al litro, contro 2,242 del giorno precedente. L’aumento iniziale è stato quindi molto inferiore ai 6,1 centesimi dello sconto scaduto.
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Le prossime giornate saranno utili per capire quanto della maggiore tassazione verrà trasferito effettivamente sui listini. Un eventuale nuovo taglio richiederà comunque un provvedimento formale e risorse sufficienti. Fino a quel momento resta in vigore l’accisa ordinaria.


