La cedolare secca sugli affitti a lungo termine potrebbe scendere al 5% nel 2027. La proposta è sostenuta da Noi Moderati ed è tra le misure esaminate dal governo per aumentare l’offerta di case destinate alla locazione stabile. La misura non è ancora approvata e deve essere chiarito quali contratti rientrerebbero nell’aliquota. Oggi la cedolare è generalmente al 21% per gli affitti a canone libero e al 10% per determinati contratti a canone concordato.
Affitti, quanto si paga oggi con la cedolare secca
La cedolare permette al proprietario persona fisica di sostituire Irpef, addizionali e imposte di registro e bollo sul contratto con un’imposta proporzionale sul canone. Per le locazioni abitative a canone libero l’aliquota ordinaria è il 21%.
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Per determinati contratti a canone concordato, nelle condizioni previste dalla normativa, l’aliquota può scendere al 10%. La proposta del 5% ridurrebbe quindi sensibilmente il prelievo, soprattutto per chi oggi utilizza l’aliquota ordinaria.
Affitti 2027, quanto si potrebbe risparmiare
Prendiamo un affitto da 1.000 euro al mese, quindi 12mila euro l’anno. Con una cedolare al 21%, l’imposta teorica è di 2.520 euro. Con un’aliquota al 5% scenderebbe a 600 euro, con un risparmio di 1.920 euro l’anno.
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Se lo stesso contratto rientrasse oggi nella cedolare agevolata al 10%, l’imposta sarebbe invece di 1.200 euro. Il passaggio al 5% produrrebbe in questo caso un risparmio di 600 euro. Sono simulazioni matematiche che presuppongono che la futura norma includa entrambe le tipologie di contratto. Il perimetro non è ancora stato definito.
Affitti 2027, chi potrebbe avere l’aliquota al 5%
Le anticipazioni parlano genericamente di locazioni a lungo termine. L’intento politico è rendere più conveniente per i proprietari affittare una casa con contratti stabili invece di indirizzarla verso altre formule. Devono però essere chiariti diversi aspetti:
- quali durate minime saranno richieste;
- se l’aliquota varrà soltanto per nuovi contratti;
- se saranno compresi canone libero e concordato;
- eventuali limiti territoriali o reddituali;
- durata dell’agevolazione.
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La cedolare al 5% non è quindi disponibile oggi e non può ancora essere utilizzata per calcolare gli acconti fiscali del 2027. La norma dovrà prima entrare nella legge di Bilancio e superare l’esame parlamentare.
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