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Economia
Sede Confindustria

Di Andrea Deugeni


Chi, fra Gianfelice Rocca e Giorgio Basile, vincerà la corsa alla successione di Alberto Meomartini alla guida di Assolombarda? Anche se la commissione dei tre saggi designati - Benito Benedini, Patrizia Giangrossi e Gianfranco Imperiali – non ha ancora aperto il giro di consultazioni fra gli imprenditori associati alla più importante territoriale di Confindustria, pare proprio che la contesa sarà ristretta solo a questi due candidati: il primo, presidente del Gruppo Techint (metalmeccanico); e il secondo, presidente di Isagro (agro-chimico).

Le candidature al soglio di Via Pantano non sono ancora state ufficializzate. Ma molti sono pronti a escludere la possibilità che, alle loro, si possano aggiungere anche quelle di Carlo Bonomi (imprenditore informatico) e di Giuliano Asperti (manager di un’impresa metalmeccanica). Se la contesa che porterà a eleggere nel giugno prossimo la nuova presidenza di Assolombarda deve ancora partire, non poco clamore ha suscitato però, a giochi e a urne ancora chiusi, l’inatteso e sorprendente “endorsement” pubblico che il chimico Aldo Fumagalli, considerato fino a ieri uno degli aspiranti candidati, ha tributato a sostegno di Gianfelice Rocca. Proprio lui, perché chimico, in favore di un metalmeccanico, contro un collega del settore come Basile.

"Vuoi dire allora che Fumagalli non si candiderà più?", si chiedono gli industriali di Via Pantano. "No, la verita è che Fumagalli ci teneva tantissimo e aveva dichiarato la sua disponibilità a tutti, chimici compresi, fin dallo scorso mese di novembre. Solo che pretendeva la garanzia di poter correre come candidato unico", rivela qualcuno molto bene informato. In Assolombarda prende così sempre più corpo la versione che quella di Fumagalli (già candidato sindaco perdente a Milano contro Albertini) sia stata solo una pura e semplice ripicca, contro ogni garbo istituzionale.

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