Gli autovelox mobili non possono essere collocati liberamente lungo qualsiasi strada. Le regole in vigore impongono limiti sulla scelta dei tratti, sulla visibilità delle postazioni e sulla segnalazione preventiva, mentre dal luglio 2026 possono essere utilizzati per le sanzioni soltanto dispositivi conformi alle nuove regole sull’omologazione. Il quadro deriva dal decreto sulla collocazione degli autovelox del 2024 e dal nuovo decreto n. 125 del giugno 2026, che ha disciplinato omologazione, taratura e verifiche degli apparecchi.
Autovelox mobili, dove possono essere posizionati
Per gli accertamenti con contestazione differita, la regola generale dà priorità alle postazioni fisse. Un dispositivo mobile può essere utilizzato quando, per caratteristiche della strada o altre ragioni oggettive, non sia possibile installare una postazione fissa nel punto interessato.
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Su autostrade e strade extraurbane principali l’uso è consentito nei tratti previsti dalla normativa. Sulle altre strade urbane ed extraurbane, invece, i tratti destinati al controllo automatico devono essere individuati dal prefetto sulla base di condizioni legate alla sicurezza, all’incidentalità e alla difficoltà di contestare immediatamente le violazioni. Nei centri abitati gli autovelox mobili non possono essere utilizzati per controllare limiti eccessivamente bassi: il decreto esclude in via generale i tratti con limite inferiore a 50 km/h, fatte salve le situazioni in cui è effettuata la contestazione immediata. Sulle strade extraurbane, il limite controllato non può normalmente essere inferiore di oltre 20 km/h rispetto al limite ordinario previsto per quella categoria di strada.
Autovelox mobili, come devono essere segnalati
Le postazioni destinate alla rilevazione automatica devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Fuori dai centri abitati resta inoltre la regola secondo cui l’autovelox non può essere collocato a meno di un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità sul tratto interessato.
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La postazione mobile non può quindi essere nascosta con l’obiettivo di sorprendere l’automobilista: il controllo deve essere riconoscibile secondo le modalità stabilite dalla normativa. Per i dispositivi installati su un veicolo in movimento e utilizzati senza contestazione immediata esistono regole specifiche: sono ammessi soltanto quando non sia possibile collocare postazioni fisse o mobili e il mezzo deve rendere visibile l’attività di controllo attraverso l’apposita segnalazione luminosa “rilevamento dinamico velocità”.
Autovelox mobili, dal 2026 conta anche l’omologazione
Dal 12 luglio 2026 è entrato in vigore anche il nuovo sistema nazionale di omologazione. Gli apparecchi utilizzati devono risultare censiti nella piattaforma del Ministero e conformi alle procedure previste dal decreto n. 125. I dispositivi non in regola sono stati disattivati: a luglio il Mit indicava 712 apparecchi spenti, contro 2.593 regolarmente utilizzabili.
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Per una multa, quindi, non conta soltanto il punto in cui si trova l’autovelox: devono essere rispettate anche le regole su omologazione, taratura, segnalazione e modalità di utilizzo.
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