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Banco Bpm, martedì il Cda straordinario sull’Ops di Mps: la partita si riapre e Crédit Agricole può decidere tutto

Il vero nodo è la posizione di Crédit Agricole, che con il 29,3% del capitale è il principale azionista del Banco

Banco Bpm, martedì il Cda straordinario sull’Ops di Mps: la partita si riapre e Crédit Agricole può decidere tutto

La partita sul futuro di Banco Bpm torna a scaldarsi. Martedì 25 agosto il consiglio di amministrazione dell’istituto si riunirà in via straordinaria per esaminare l’Ops promossa da Mps. La riunione non era prevista dal calendario societario e arriva dunque in un momento particolarmente delicato, perché l’offerta del Monte dei Paschi riapre il dossier sul possibile consolidamento del Banco e mette sul tavolo un’alternativa alla strategia di Intesa Sanpaolo. Il progetto di Mps, guidato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, non si limita infatti all’integrazione con la ex Popolare di Milano: comprende anche l’offerta per Banca Generali, con l’obiettivo di costruire un gruppo bancario più grande e articolato.

Il vero punto interrogativo, però, è Crédit Agricole. Il gruppo francese detiene il 29,3% di Banco Bpm ed è quindi il principale azionista dell’istituto: senza una posizione favorevole o almeno negoziabile dei francesi, la strada indicata da Lovaglio rischia di diventare molto più complicata. Crédit Agricole potrebbe valutare l’operazione, oppure utilizzare la propria partecipazione per cercare un accordo sulla falsariga di quanto accaduto in passato con Cariparma. Ma la posizione espressa finora dai francesi non sembra lasciare molto spazio ai dubbi: a giugno era stato proprio Banco Bpm a proporre a Mps un’unione alla pari, ma dopo circa due mesi Crédit Agricole aveva chiuso il corteggiamento, spiegando di preferire un’integrazione tra il Banco e il proprio business italiano.

Il Cda di martedì dovrà quindi misurarsi con una proposta che arriva dopo una serie di mosse incrociate e che può cambiare nuovamente gli equilibri del risiko bancario italiano. Mps prova a trasformare Banco Bpm da obiettivo della contesa a protagonista di un nuovo polo, mentre Intesa resta sullo sfondo e Crédit Agricole conserva la carta più pesante. La decisione del Banco non sarà dunque soltanto una risposta all’Ops: sarà un’indicazione sulla direzione che l’istituto intende prendere e, potenzialmente, sul prossimo capitolo del consolidamento bancario italiano.

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