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Banco Bpm-Mps, Crédit Agricole vola nei ricavi e avverte: “Nessuna fusione si può fare senza di noi”

Il gruppo francese chiude il primo semestre con risultati in crescita: utile netto a 478 milioni di euro per Crédit Agricole Italia

Banco Bpm-Mps, Crédit Agricole vola nei ricavi e avverte: “Nessuna fusione si può fare senza di noi”
JÉROME GRIVET

Crédit Agricole rafforza la presenza in Italia: utile in crescita e ruolo decisivo nel dossier Mps-Bpm

Crédit Agricole continua a puntare sull’Italia e archivia un primo semestre positivo, con risultati finanziari in crescita e una posizione sempre più rilevante nel sistema bancario nazionale. Proprio nel giorno della presentazione dei conti, il gruppo francese è intervenuto anche sulle indiscrezioni relative a una possibile fusione tra Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm, operazione sulla quale l’istituto transalpino avrebbe un ruolo determinante.

“Non siamo in grado di valutare se il progetto di fusione tra Mps e Bpm possa generare valore per gli azionisti“, hanno spiegato il ceo di Crédit Agricole, Olivier Gavalda, e il vice amministratore delegato Jerome Grivet, secondo quanto riportato dall’agenzia Afp. Il gruppo francese ha precisato di non aver ricevuto alcun piano né informazioni ufficiali su un’eventuale integrazione tra i due istituti. Tuttavia, la partecipazione detenuta in Banco Bpm rende Crédit Agricole un interlocutore fondamentale. L’istituto francese possiede infatti il 29,3% della banca italiana e, come ha sottolineato Grivet, “nulla può essere fatto contro di noi o senza di noi”. Una posizione che conferma il peso strategico del gruppo nelle future evoluzioni del settore bancario italiano.

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I risultati del semestre: ricavi e raccolta in aumento

Crédit Agricole Italia ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un utile netto consolidato pari a 478 milioni di euro, in crescita del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi hanno raggiunto quota 1,611 miliardi di euro, segnando un incremento del 3,5% su base annua, mentre gli oneri operativi sono saliti dell’1,7% a 787 milioni. A sostenere la crescita hanno contribuito diversi comparti dell’attività bancaria. Il margine di interesse è aumentato dell’1,8%, mentre le commissioni nette hanno registrato una crescita più marcata, pari al 6,9%.

Positivo anche l’andamento della raccolta: quella gestita ha raggiunto 59,1 miliardi di euro, con un aumento del 7,5% rispetto all’anno precedente, mentre la raccolta diretta si è attestata a 78,9 miliardi, in crescita dell’1,6%. Sul fronte dei finanziamenti, gli impieghi alla clientela sono arrivati a 67,3 miliardi di euro (+2,4%). In particolare, i nuovi finanziamenti a medio-lungo termine destinati alle imprese hanno raggiunto 3,1 miliardi nel semestre, con un balzo del 17% rispetto al 2025. I nuovi mutui residenziali erogati sono stati pari a 1,8 miliardi, con il 30% delle operazioni destinato all’acquisto di immobili in classe energetica A e B.

Migliora la qualità del credito e crescono i clienti

Il gruppo francese registra anche un miglioramento sul fronte della qualità del credito. L’incidenza dei crediti deteriorati lordi è scesa al 2,5%, mentre quella dei crediti deteriorati netti si è attestata all’1%. Il tasso di copertura dei crediti deteriorati è invece salito al 61,2%, con un costo del credito pari a 29 punti base. Continua inoltre la crescita della clientela: il numero complessivo ha superato quota sei milioni, grazie a un incremento annuo del 3% e all’acquisizione di 106 mila nuovi clienti, con una particolare spinta proveniente dai canali digitali.

“L’Italia rappresenta un mercato strategico per noi: è il nostro secondo mercato domestico e vale il 20% del nostro utile netto”, ha dichiarato Clotilde L’Angevin, chief financial officer e vice direttrice generale di Crédit Agricole, intervistata da Bloomberg Tv. La manager ha ribadito l’importanza della partnership con Banco Bpm e spiegato che l’aumento della partecipazione al 29,3% è stato effettuato attraverso azioni interamente acquisite, consolidando così la presenza del gruppo nel capitale della banca italiana.

Axa guarda a Mps ma frena su Generali

Nelle stesse ore è intervenuto anche Thomas Buberl, amministratore delegato di Axa, compagnia assicurativa francese legata a Mps da una joint venture nella bancassicurazione attiva da circa vent’anni. Il manager ha spiegato che Axa non sta valutando l’acquisizione di partecipazioni in società concorrenti, facendo riferimento in particolare a Generali. “C’è molto movimento in Italia attorno al nostro partner bancario Monte dei Paschi”, ha dichiarato Buberl. La compagnia, ha aggiunto, resta concentrata sullo sviluppo della partnership con Mps e sul miglioramento delle performance operative, senza al momento considerare nuove operazioni sul capitale di altri gruppi assicurativi.

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