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Economia

Vi sono "rinnovati segnali di interesse per i mercati italiani, incluso quello dei titoli di Stato". Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco nella lectio magistralis tenuta al Collegio Borromeo di Pavia. Visco spiega il calo degli spread con l'annuncio da parte della Bce delle Omt, le operazioni di intervento sul mercato secondario dei titoli di Stato. "Le stime della Banca d'Italia indicano che il miglioramento nel divario di rendimento tra Btp decennali e corrispondenti titoli tedeschi riflette soprattutto l'abbattimento del rischio di disgregazione dell'area dell'euro".

CRESCITA AL 3%- ''Gli accordi raggiunti nel corso dell'ultimo biennio hanno reso operativi gli impegni di bilancio presi in passato. La regola sul debito pubblico, che sara' applicata all'Italia per la prima volta nel 2016, richiede una riduzione media annua del suo rapporto rispetto al pil pari a circa un ventesimo della parte che eccede il limite del 60 per cento. Per rispettarla non e' necessario ridurre il valore nominale del debito. In condizioni di crescita 'normale', vicina al 3 per cento nominale, sarebbe infatti sufficiente mantenere il pareggio strutturale del bilancio. A differenza di quanto sostenuto da alcuni commentatori, non sarebbero necessarie manovre correttive da 40-50 miliardi all'anno, non sarebbe richiesto mantenere un orientamento permanentemente restrittivo alla politica di bilancio''. Cosi' il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento a Pavia, in occasione della Lectio magistralis sul tema: ''L'uscita daal crisi del debito sovrano: politiche nazionali, riforme europee, politica monetaria''.

"NON SIAMO IN DEFLAZIONE" - ''Non siamo in una situazione di generalizzata riduzione dei prezzi, di deflazione. Ma - spiega Visco - anche un lungo periodo di variazioni dei prezzi troppo contenute puo' comportare conseguenze indesiderabili: ostacolando la correzione degli squilibri macroeconomici attraverso l'aggiustamento dei prezzi relativi; spingendo i consumatori a rimandare gli acquisti, soprattutto di beni durevoli; riflettendosi sul costo d'uso del capitale e scoraggiandone quindi l'accumulazione; rendendo piu' oneroso il servizio del debito''. Inoltre si potrebbe creare ''un pericoloso distacco delle aspettative di inflazione dall'obiettivo delle autorita' di politica monetaria'', ha rilevato il governatore. Cosi' Visco mette in evidenza che '' rischio che le aspettative di inflazione a lungo termine perdano il riferimento alla stabilita' dei prezzi va contrastato con determinazione''. Si tratta di un rischio ''per ora contenuto, ma vi sono segnali - osserva - che non vanno sottovalutati. La tendenza alla diminuzione delle aspettative di inflazione si e' rafforzata nei mesi recenti, estendendosi anche a orizzonti meno vicini: i rendimenti sui contratti swap sul tasso d'inflazione segnalano che l'attesa sull'inflazione a un anno tra tre anni e' pari all'1,2 per cento; all'1,6 tra cinque anni''. Visco poi riporta l'indagine condotta dalla Bce, i previsori professionali valutano in quasi il 20 per cento la probabilita' che tra due anni l'inflazione si collochi su un livello pari o inferiore allo 0,9 per cento'', prosegue. La Bce comunque ''utilizzera' tutti gli strumenti necessari - conclude - per mantenere la stabilita' dei prezzi''. Infine il governatore sottolinea che ''i ritardi nell'attuazione di riforme strutturali in diversi paesi sono all'origine dell'accumulo degli squilibri macroeconomici che hanno alimentato la crisi attuale''.

L'OMT HA CORRETTO UN'ERRATA PERCEZIONE DEL PAESE- L'annuncio del lancio da parte della Bce delle Omt, le operazioni di intervento sul mercato secondario dei titoli di Stato, "ha avuto successo, e' stato l'intervento di politica monetaria che ha avuto piu' successo senza essere stato effettuato. I mercati non sono perfetti - ha spiegato - c'e' una percezione errata del rischio, l'intervento non mira a sostenere l'acquisto di titoli rischiosi ma a correggere questa percezione. Il loro obiettivo non e' quello di neutralizzare gli spread sui titoli di Stato di specifici Stati membri dell'area cosi' da ridurne le difficolta' finanziarie".

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