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Economia

 

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Assist di Mario Draghi per il nuovo governo di Enrico Letta. Mentre la Slovenia è stata declassata da Moody's a "spazzatura" (junk bond), il più prussiano degli italiani, il banchiere Mario Draghi, prestato da Roma all'Eurotower di Francoforte, continua con la sua politica monetaria espansiva e con il suo armamentario pro-Piigs per evitare che la recessione, nata da una doppia pesante crisi finanziaria (mutui subprime più eurodebito), torni a minare le fondamenta finanziarie dell'Eurozona e a far crollare l'impianto della moneta unica. Un aiutino non da poco per i prossimi mesi di operato dell'esecutivo Letta che si è prefissato come mission primaria la riduzione della disoccupazione attraverso il rilancio della crescita economica.

Draghi ha abbassato il costo del denaro di un quarto di punto e, in stile Federal Reserve, ha innescato il meccanismo delle aspettative degli operatori, facendo capire di essere pronto a un'altra sforbiciata "se necessario". In barba al fatto che i tassi di Eurolandia sono già al minimo storico da quando è stata creata la moneta unica. Il tutto mentre i falchi della Bundesbank hanno votato contro ("decisione presa a maggioranza", ha spiegato Draghi) e sono ricorsi (nuovamente visto che in Germania alcuni economisti avevano già bussato alla porta dei giudici togati di Karlsruhe) alla Corte costituzionale tedesca per tentare di bloccare l'operazione Omt e le aumentate prerogative del fondo salva-Stati Esm.

Nella tradizionale conferenza stampa che segue la riunione della Bce che decide sui tassi, Draghi indirettamente ha voluto rispondere ai custodi tedeschi del rigore e spiegare loro il motivo dell'ulteriore allentamento della politica monetaria della Bce, lasciando aperta la porta, a fine ragionamento, per un'altra sforbiciata al costo del denaro nei prossimi mesi, visto che "prevalgono (nell'economia, ndr) rischi al ribasso". "Le condizioni del mercato del lavoro restano deboli". "Le aspettative di inflazione restano ben ancorate a medio termine". "Le condizioni del credito nell'Eurozona restano strette" e "le banche hanno registrato un aumento della percezione del rischio".

Quindi, cari tedeschi, conclude il banchiere, con la recessione che imperversa e che continuerà a non mollare la presa se gli istituti di credito non slegheranno i cordoni della borsa, "la Bce è pronta ad agire se necessario". Con buona pace della paladina anti-inflazione Frau Angela.

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