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Economia
Bce, Italia ultima tra i padri dell'euro. Anche Draghi dà uno schiaffo a Renzi

La convergenza reale fra le economie dell'area dell'euro dopo l'introduzione della moneta unica e' stata scarsa e l'Italia e' quella che registra i "risultati peggiori" in termini di crescita del Pil pro-capite: e' il paese degli Euro-12, vale a dire quelli che hanno adottato l'euro prima del 2002, con la divergenza piu' ampia. E' quanto sottolinea la Bce nel suo bollettino economico precisando che la crescita della produttivita' del lavoro nel nostro Paese si e' collocata ampiamente al di sotto della media dell'area dell'euro e su livelli tra i piu' bassi negli Ue-28.

Nell'area dell'euro prosegue il processo di ripresa e "in prospettiva, e' atteso un ulteriore ampliamento" ma resta l'incertezza riguardo alle prospettive di crescita e alla stabilita' finanziaria in Cina.

"I mercati del lavoro mostrano segnali di graduale miglioramento" con un'accelerazione "nel prossimo futuro". E' quanto si legge nel bollettino economico della Cce. "Nel primo trimestre del 2015 - sottolinea l'istituto di Francoforte - l'occupazione e' salita ancora, aumentando dello 0,1 per cento in termini congiunturali. Di conseguenza, l'occupazione si e' attestata su un livello superiore dello 0,8 per cento rispetto a un anno prima, registrando l'incremento annuale piu' elevato dal secondo trimestre del 2008. Il tasso di disoccupazione per l'area dell'euro, che ha iniziato a scendere a meta' del 2013, e' diminuito ulteriormente nel secondo trimestre del 2015 collocandosi all'11,1 per cento in maggio". Per la Banca centrale europea, si prospetta dunque "un miglioramento dei mercati del lavoro in certa misura piu' rapido nel prossimo futuro".

Nell'area dell'euro prosegue il processo di ripresa e "in prospettiva, e' atteso un ulteriore ampliamento" ma resta l'incertezza riguardo alle prospettive di crescita e alla stabilita' finanziaria in Cina. E' quanto emerge dal bollettino economico della Bce. "I mercati del lavoro mostrano segnali di graduale miglioramento" con un'accelerazione "nel prossimo futuro", si legge ancora nel bollettino economico della Cce. "Nel primo trimestre del 2015 - sottolinea l'istituto di Francoforte - l'occupazione e' salita ancora, aumentando dello 0,1 per cento in termini congiunturali. Di conseguenza, l'occupazione si e' attestata su un livello superiore dello 0,8 per cento rispetto a un anno prima, registrando l'incremento annuale piu' elevato dal secondo trimestre del 2008. Il tasso di disoccupazione per l'area dell'euro, che ha iniziato a scendere a meta' del 2013, e' diminuito ulteriormente nel secondo trimestre del 2015 collocandosi all'11,1 per cento in maggio". Per la Banca centrale europea, si prospetta dunque "un miglioramento dei mercati del lavoro in certa misura piu' rapido nel prossimo futuro".

La Bce sottolinea poi che la convergenza reale fra le economie dell'area dell'euro dopo l'introduzione della moneta unica e' stata scarsa e l'Italia e' quella che registra i "risultati peggiori" in termini di crescita del Pil pro-capite: e' il paese degli Euro-12, vale a dire quelli che hanno adottato l'euro prima del 2002, con la divergenza piu' ampia. Lo si legge nel bollettino economico della Bce in cui si precisa che la crescita della produttivita' del lavoro nel nostro Paese si e' collocata ampiamente al di sotto della media dell'area dell'euro e su livelli tra i piu' bassi negli Ue-28.
 

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