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"L'orientamento di politica monetaria restera' accomodante finche' necessario". E' quanto si legge nell'ultimo bollettino mensile della Bce, nel quale si ribadisce la nuova 'guidance' indicata da Mario Draghi in occasione dell'ultimo direttivo e cioe' che "il Consiglio direttivo si attende che i tassi di riferimento rimangano su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo".

"Tale aspettativa - si legge nel bollettino - si fonda su aspettative di inflazione nel complesso moderate estese al medio termine, tenuto conto della debolezza generalizzata dell'economia reale e della dinamica della politica monetaria". "Nel prossimo periodo - prosegue il rapporto - il Consiglio direttivo seguira' tutte le nuove informazioni sugli andamento economici e monetari e valutera' l'eventuale inpatto sulle prospettive di stabilita'".

"Complessivamente, nell'area euro, l'attivita' dovrebbe stabilizzarsi e recuperare nel corso dell'anno, seppure a un ritmo moderato", spiega ancora la Bce, sottolineando che nel primo trimestre il Pil dell'Eurozona si e' contratto dello 0,3% e che "le condizioni del mercato del lavoro permangono deboli". I rischi per l'economia continuano a essere orientati al ribasso.

La Bce comunque nota che nel 2014 l'export beneficera' della graduale ripresa della domanda mondiale e la domanda interna potra' contare sulla politica monetaria accomodante. La Bce ritiene anche che "i miglioramenti osservati in estate sui mercati finanziari si dovrebbero trasmettere all'economia reale, come pure i progressi compiuti nel risanamento delle finanze pubbliche: "Detto cio' gli aggiustamenti di bilancio ancora necessari nei settori pubblico e privato seguiteranno a gravare sull'attivita' economica".

Francoforte si è poi concentrata sulle piccole e medie imprese che "svolgono un ruolo fondamentale per l'economia dell'area dell'euro sul piano dell'occupazione e del valore aggiunto. La loro importanza finanziaria è finanche superiore nei paesi dell'area che registrano tensioni finanziarie più acute". Al momento, le Pmi in molte parti dell'Eurozona "si trovano a dover affrontare maggiori difficoltà nell'ottenimento dei prestiti bancari rispetto alle grandi imprese, oltre a dover sostenere costi di indebitamento più onerosi". L'accesso al finanziamento resta problematico, in particolare, "per le Pmi di recente costituzione e per quelle operanti nei paesi dell'area in difficoltà".

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