Molti lavori potrebbero “sparire per sempre” a causa dell’intelligenza artificiale, ma Bill Gates non ha indicato una lista di professioni destinate con certezza a scomparire entro il 2030. La sua previsione è più articolata: nei prossimi anni l’AI colpirà soprattutto i ruoli di ingresso e intermedi e trasformerà rapidamente settori come software, assistenza clienti, diritto, medicina e manifattura. Il 2030 rappresenta soprattutto una soglia temporale entro la quale Gates si aspetta che l’automazione inizi ad avere effetti significativi anche sui lavori fisici grazie ai robot.
Quali sono i lavori più a rischio a causa dell’AI secondo Gates
Nel suo intervento pubblicato nell’agosto 2026, il fondatore di Microsoft individua alcuni settori dove l’AI è destinata ad assumere una parte crescente delle attività oggi svolte dalle persone: assistenza clienti, lavoro legale, medicina, sviluppo software e manifattura. A essere particolarmente esposte sarebbero le posizioni entry-level e di livello intermedio.
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Nel lavoro d’ufficio l’automazione può interessare attività come analisi dei dati, gestione delle richieste dei clienti, produzione di codice, compiti amministrativi e prime elaborazioni di documenti o pratiche. Il rischio non significa necessariamente la scomparsa dell’intera professione. In molti casi sarà invece l’insieme delle mansioni a cambiare, riducendo il numero di persone richieste per svolgere lo stesso lavoro.
Lavoro e AI: entro il 2030 anche robot negli impieghi manuali
Secondo Gates, l’impatto dell’AI sui cosiddetti white collar potrebbe diventare molto più evidente già nei prossimi due anni. Entro la fine del decennio, invece, i progressi nella robotica potrebbero portare le macchine a competere con gli esseri umani anche in alcune mansioni fisiche, per esempio nei settori costruzioni e ospitalità.
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Gates sottolinea che una volta raggiunta una qualità del lavoro sufficientemente elevata, per le imprese aumenterà l’incentivo economico ad automatizzare per ridurre i costi. Non significa però che tutti questi posti saranno eliminati entro il 2030: lo stesso Gates parla di un processo che potrebbe svilupparsi nell’arco di un decennio.
Quali lavori potrebbero rimanere agli esseri umani
Gates propone anche il concetto di “Human Reserved”: attività che la società potrebbe decidere di continuare ad affidare alle persone anche quando un’intelligenza artificiale fosse tecnicamente in grado di svolgerle. L’esempio principale è quello dell’assistenza personale. Gates ricorda i caregiver che si occuparono del padre malato di Alzheimer e sostiene che alcune forme di cura possiedono una componente umana difficilmente sostituibile.
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Ha citato anche assistenza all’infanzia, arte, preparazione del cibo e sport tra gli ambiti nei quali potrebbe restare una preferenza per il lavoro umano. La previsione di Gates resta comunque uno scenario e non una certezza. Economisti e ricercatori discutono ancora se l’AI produrrà una riduzione netta dell’occupazione oppure soprattutto una trasformazione delle professioni esistenti.
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