Bollette d’autunno: stangata in arrivo per le famiglie. Ma il conto più alto lo pagano le imprese
A settembre le bollette di luce e gas torneranno a salire in modo deciso, secondo le proiezioni di Nomisma Energia riportate da Il Sole 24 Ore. Il calcolo si basa sui prezzi all’ingrosso attuali e sul loro possibile impatto sulle tariffe al rientro dalla pausa estiva.
Partendo dal prezzo della materia prima gas comunicato da Arera per i clienti vulnerabili (60 centesimi al metro cubo a luglio), la stima per settembre sale a 137 centesimi al metro cubo, contro i 106 dello stesso mese del 2025. Per una famiglia media, che consuma 1.400 metri cubi l’anno, questo si traduce in una spesa aggiuntiva di 429 euro entro fine 2026, il 29% in più rispetto al 2025. Dietro questi numeri c’è l’andamento del mercato all’ingrosso: sul Ttf di Amsterdam il gas è tornato sopra i 60 euro al MWh a fine luglio, complice la crisi nello stretto di Hormuz, per poi salire oltre i 62 euro al MWh nei giorni scorsi in Europa, livelli che non si vedevano da marzo.
L’aumento del gas si è ripercosso, insieme ad altri fattori, sui prezzi dell’elettricità: in Italia il costo all’ingrosso ha superato i 200 euro al MWh la settimana scorsa, un livello mai toccato dal gennaio 2023. Nomisma stima per settembre una tariffa di 31,93 centesimi al kWh, contro i 28,75 di settembre 2025. Per una famiglia tipo, con un consumo annuo di 2.700 kWh (calcolo che non tiene conto dell’eventuale maggior uso dovuto ai condizionatori in questa estate particolarmente calda), l’aggravio sarebbe di 85,9 euro, cioè +11% sul 2025.
Il conto totale per famiglie e imprese
Sommando gas ed elettricità, l’aumento di spesa per le famiglie potrebbe arrivare a 515 euro entro la fine del 2026, pari a un +23% rispetto all’anno precedente. A parte va considerato il capitolo carburanti, il cui prezzo è salito rapidamente dall’inizio del conflitto in Iran, in primavera. Nomisma prevede per settembre una media di 2,017 euro al litro tra benzina e gasolio, contro l’1,655 euro di settembre 2025. Per una famiglia che consuma 1.000 litri l’anno, ciò significa 361,8 euro in più, un +22% sul 2025. Mettendo insieme bollette e carburante in un unico conto energetico complessivo, le famiglie italiane rischiano di dover sborsare fino a 876,8 euro in più rispetto al 2025 entro fine anno.
Per le aziende l’impatto è ancora più marcato. Sul gas, la componente che cresce di più, Nomisma prevede 71 centesimi al metro cubo a settembre, contro i 43 dello stesso mese del 2025. Per un’impresa tipo che consuma 2.000 metri cubi l’anno, questo comporta una spesa aggiuntiva di 559.318 euro entro fine 2026, un balzo del 65% rispetto al 2025. Sul fronte elettrico, la tariffa attesa a settembre è di 20,72 centesimi al kWh, contro i 19,44 di settembre 2025. Per un’azienda con un consumo annuo di 1 milione di kWh, l’aumento previsto è di 12.713 euro, pari a +7%. Sommando le due voci, il totale per le imprese arriva a 572.032 euro in più entro fine anno, un incremento del 54% rispetto al 2025.

