Truffe telefoniche, un consumatore su quattro non le riconosce: cresce l’allarme deepfake e IA
Secondo l’indagine dell’Osservatorio di Switcho – il servizio 100% digitale del Gruppo Mavriq che aiuta a risparmiare sulle spese di luce, gas, telefonia, assicurazione e mutui – condotta su oltre 2.000 utenti “smart”, l’85% dei consumatori riconosce correttamente i principali scenari di potenziale truffa, da quelli online ai tentativi porta a porta.
Quando però il contatto avviene per telefono, le certezze vacillano: circa un consumatore su quattro non è in grado di identificare una chiamata fraudolenta, a conferma che il canale continua a rappresentare il principale punto di vulnerabilità anche per gli utenti più avvezzi all’uso della tecnologia.
I truffatori hanno rapidamente modificato le proprie modalità operative, ricorrendo sempre più spesso a numerazioni estere reali e a strumenti basati sull’intelligenza artificiale, come i deepfake vocali, capaci di rendere le conversazioni sempre più credibili. In altre parole, se da un lato la tecnologia rende più efficaci gli strumenti di difesa, dall’altro offre anche nuove opportunità a chi tenta il raggiro.
Chiamate indesiderate: uno scenario in continua evoluzione
Il dato emerge in un contesto in cui le frodi nel mercato dell’energia stanno cambiando rapidamente. Negli ultimi anni, complice la volatilità dei prezzi e il susseguirsi di nuove offerte commerciali, ARERA ha più volte richiamato l’attenzione sull’incremento dei tentativi di truffa telefonica. L’appello non è rimasto inascoltato e, da circa un anno, è attivo il filtro anti-spoofing introdotto da AGCOM, che ha ridotto drasticamente le chiamate provenienti dall’estero con numeri italiani contraffatti. Un intervento importante, che però non ha fermato il fenomeno.
Anche gli utenti più digitali sono a rischio
Sempre più persone adottano un approccio attivo nella gestione delle proprie utenze, confrontando periodicamente le offerte e ricorrendo a servizi digitali per orientarsi nelle proprie scelte. Sebbene questi utenti “smart” siano informati e generalmente attenti, non sono del tutto esenti dal rischio di truffe telefoniche.
Lo spiega Redi Vyshka, COO e co-founder di Switcho: “L’aspetto più interessante emerso dalla nostra indagine è che la maggiore consapevolezza dei consumatori non basta, da sola, a ridurre il rischio di truffa. Assistiamo a una rincorsa continua: gli utenti diventano più preparati, ma anche i truffatori evolvono rapidamente, sfruttando nuove tecnologie e affinando i propri copioni”.
Spesso fanno leva sul senso di urgenza: presunti problemi tecnici legati al cambio fornitore, fantomatici sconti in bolletta con richiesta dell’IBAN o offerte da attivare immediatamente per proteggersi dai rincari dell’energia. In molti casi, inoltre, risultano credibili perché sono in possesso di dati reali dell’utente. “Oggi la sfida non è più soltanto informare i consumatori sull’esistenza delle truffe, ma aiutarli a riconoscerne le forme più evolute“, conclude Vyshka.
I consigli in caso di chiamata sospetta da parte di un numero sconosciuto
- Rispondere soltanto a chiamate con numero riconoscibile o riconducibile a un sito appena visitato o a un servizio a cui si è lasciato volontariamente il numero.
- Nel caso in cui si attenda una chiamata, verificare che il numero chiamante sia effettivamente riconducibile alla società a cui si sono lasciate le coordinate.
- In caso di numero sospetto, mantenere il silenzio per 2-3 secondi dopo la risposta: molti sistemi automatici di chiamata, non rilevando una conversazione, interrompono il contatto.
- Evitare di farsi coinvolgere nella conversazione, di dare spiegazioni o comunicare dati ai soggetti; se i sospetti si fanno reali, chiudere subito la chiamata.
- Se l’interlocutore si è spacciato per un fornitore o un distributore, contattare il soggetto tramite canali ufficiali per raccontare l’accaduto.
- Se la chiamata truffa ha avuto come conseguenza uno switch non richiesto, contattare il nuovo fornitore ed eventualmente esercitare il diritto di ripensamento entro 14 giorni dalla sottoscrizione del contratto.


