Le borse europee chiudono in rialzo, sostenute dall’ondata di fusioni e acquisizioni sul mercato e frenate dalle tensioni in Ucraina. Pesa in particolare la possibile mega-offerta da 100 miliardi di dollari di Pfizer per AstraZeneca. A Wall Street Pfizer avanza del 4% e tiene in territorio positivo il Dow Jones, mentre a Londra AstraZeneca vola a +14%. Londra guadagna lo 0,22% a 6.700,16 punti, il Ftse Mib di Milano sale dello 0,34% a 21.513,82 punti, Francoforte dello 0,48% a 9.446,36 punti, Parigi dello 0,38% a 4.460,53 punti e Madrid dello 0,14%.
Al confine tra Russia e Ucraina continuano infatti le manovre militari e a Est le truppe ufficiali continuano a combattere contro i filorussi. Gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno diffuso i nuovi elenchi di persone e imprese colpiti da sanzioni: sono 7 funzionari e 17 società da parte degli Usa, mentre l’Ue aggiunge altri 15 nomi tra russi e ucraini alla lista di soggetti cui verranno congelati i beni.
Tra i nomi all’indice finisce pure quello di Igor Sechin, il numero uno di Rosneft recentemente balzato all’onore delle cronache per l’investimento in Pirelli. L’obiettivo dichiarato dalla Casa Bianca è indebolire l’economia russa, che ha già visto volar via da inizio anno 60 miliardi di dollari, come quelli usciti dal Paese nell’intero 2013. Vladimir Putin, però, non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro e da Mosca già fanno sapere che la risposta russa non tarderà ad arrivare. Il clima resta incandescente, ma – per il momento – gli investitori preferiscono concentrarsi sui buoni dati macroeconomici che confermano un miglioramento della situazione in Europa e negli Stati Uniti.
Per i mercati, nonostante la settimana corta per la festività del Primo maggio, l’ottava si presenta ricca di appuntamenti importanti: dai dati sull’inflazione nell’Eurozona di mercoledì, che condizioneranno la prossima riunione della Bce, al Fomc; il braccio di politica monetaria della Fed si riunisce martedì e mercoledì per decidere se proseguire la riduzione di stimoli monetaria all’economia Usa. Gli analisti sono convinti che l’ultimo rialzo dei prezzi spingere Janet Yellen a tagliare l’acquisto di bond a 45 miliardi di dollari al mese. A questi appuntamenti si aggiungiono – tra gli altri – quelli sull’occupazione in Italia e il Pil sempre negli Stati Uniti (l’agenda della settimana).
L’Italia è stata protagonista anche oggi con il Tesoro che è tornato sul mercato dei capitali: ha venduto 7 miliardi di Bot a sei mesi, registrando una domanda per 11,24 miliardi, con il rendimento medio ponderato che è salito di nove punti base allo 0,594%. Domani la prova sarà più delicata con l’offerta di Btp a 5 e 10 anni fino a 6,5 miliardi e Ccteu fino a 2,5 miliardi. Il governo confida in un nuovo calo dei rendimenti grazie anche all’assist di Fitch che ha migliorato l’outlook a stabile e di certo garantisce un buon biglietto da visita per il via, oggi, alla missione a Parigi e Londra del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Nel frattempo l’Istat rileva l’aumento della fiducia dei consumatori, salita al livello massimo dal gennaio 2010 a quota 105,4 punti.
Negli Usa, intanto, i compromessi per l’acquisto di case esistenti sono saliti del 3,4% a 97,4 punti a marzo. Lo rileva l’associazione di settore Nar secondo cui il dato è migliore delle attese degli analisti che puntavano su un progresso dello 0,6%. In rialzo anche l’indice delle attività di business calcolato dalla Fed di Dallas passato dai 4,9 punti di febbraio a 11,7 punti di marzo.
In questo contesto a Milano, Piazza Affari chiude in timido rialzo (+0,34%), con Mediaset sugli scudi in attesa di sviluppi sul mercato della pay tv in Spagna e Italia. Osservata speciale anche Mps, ma l’assemblea slitta a domani per l’assenza di numero legale. In linea con il listino principale Fiat, nel giorno in cui emergono indiscrezioni sul possibile scorporo di Alfa Romeo per favorirne il rilancio. Anche nel resto del Vecchio continente gli acquisti scemano ma il saldo finale è positivo: Londra +0,22%, Parigi +0,38% e Francoforte +0,48%.
