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Economia
Bracco: novant’anni all’insegna del futuro

 

 

Innovazione, qualità, crescita sono da sempre l’imperativo del Gruppo Bracco, leader globale dei mezzi di contrasto. Un’azienda, nata nel 1927,

che oggi investe il 10% del fatturato in ricerca e che ha circa 300 scienziati

e ricercatori  (il 12% dei dipendenti) impegnati ogni giorno ad assicurare la spinta all’innovazione in sintonia con le necessità degli utenti e dei mercati.

 

 

Ivrea, 30 giugno 2017 – “Il 2017 è un anno speciale per il Gruppo Bracco perché festeggiamo il nostro novantesimo compleanno. Un evento unico, che abbiamo deciso di celebrare coniugando passato e futuro”, ha affermato Diana Bracco, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo, aprendo insieme all’Assessore alle Attività produttive della Regione Piemonte, Giuseppina De Santis i lavori del Simposio scientifico “Le scienze della vita e l’imaging del futuro”, che si è tenuto al Centro Ricerche Bracco di Colleretto Giacosa.

 

“Per far conoscere al grande pubblico l’imaging diagnostico, abbiamo organizzato una mostra alla Triennale di Milano, che con un linguaggio divulgativo e artistico è riuscita a spiegare questa disciplina medica che ha un’importanza straordinaria per la vita delle persone di tutto il mondo. E poi abbiamo organizzato questo Convegno per discutere del futuro della ricerca, insieme a ospiti illustri, tra cui il Premio Nobel per la Chimica 1987 Jean-Marie Lehn e Sam Gambhir, Professore di Radiologia presso la Stanford University”.

 

Jean Marie Lehn nella sua relazione si è focalizzato in particolare sul futuro della chimica e delle scienze della vita, mentre Sam Gambhir ha presentato le più innovative tecnologie nel campo della diagnostica. “Tecniche che”, ha affermato, “permetteranno alla medicina di precisione di diventare sempre più diffusa”.

 

“Ho ascoltato con grande attenzione”, ha commentato Fulvio Renoldi Bracco, Amministratore Delegato di Braccco Imaging, “le tesi che il Professor Gambhir ci ha illustrato, perché indicano ambiti di sviluppo futuro interessantissimi anche per la nostra azienda. Penso alla precision health, che è la nuova frontiera della medicina,

dove l’obiettivo diventa quello di preservare la salute dell’individuo andando oltre la cura della singola malattia”.

 

“Puntare con lungimiranza sulla ricerca e sui mezzi di contrasto ha fatto di noi un leader globale dell’imaging diagnostico, un comparto delle scienze della vita tecnologicamente avanzatissimo”, aveva spiegato nel suo intervento Diana Bracco. “Oggi una procedura a raggi X su tre nel mondo è fatta con mezzi di contrasto Bracco: un dato di grande soddisfazione per un’impresa familiare e, credo, per l’intero Paese. La nostra storia continua ad arricchirsi di pagine importanti perché l’attività di ricerca in Bracco non si ferma mai, come dimostrano i nostri prodotti per risonanza magnetica e l’ultima scoperta, le microbolle per ultrasonografia, che ci hanno proiettato in un futuro in cui la diagnostica per immagini darà sempre più la possibilità di operare nell’infinitamente piccolo, a livello molecolare. Grazie all’evoluzione tecnologica delle apparecchiature per imaging, i mezzi di contrasto diventeranno vere sonde intelligenti e in futuro vedere sarà già curare”.

 

Durante il simposio, si è svolta anche una tavola rotonda intitolata “Innovazione, giovani e lavoro” che ha messo in luce le difficoltà, ma anche il fascino della carriera del ricercatore nel settore privato. A discutere su questo tema: Michele Tiraboschi, Professore di Diritto del Lavoro presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, Cristina Ghiringhello, Direttore della Confindustria Canavese, Fulvio Uggeri, Direttore di Global Innovation & Technical Operations di Bracco Imaging SpA, Antonio Rotondo, Presidente di Fidersmar e Professore di Radiologia alla Seconda Università di Napoli e Luigi Nicolais, consulente del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca.

 

La necessità di trovare formule nuove per l’inserimento di giovani talenti nel tessuto industriale del nostro Paese è ormai una realtà conclamata. La ricerca e l’innovazione sono strumenti indispensabili per la crescita di un’economia e necessitano di giovani che, accettando la sfida, si pongano al centro di un processo di rinnovamento finalizzato a identificare nuove forme di relazione tra il mondo dell’impresa e i professionisti.

 

“La nostra è prima di tutto una battaglia culturale”, sostiene Diana Bracco. “Oggi è indispensabile che i giovani ricercatori italiani ritrovino l’orgoglio per ciò che fanno. A tale riguardo, mi sono impegnata a lungo, durante i tanti anni in cui ho ricoperto il ruolo di Vicepresidente di Confindustria per R&I, nella valorizzazione della figura del ricercatore in azienda, proprio per inserire l’Italia all’interno del flusso di mobilità internazionale dei ricercatori pubblici e privati”.

Una frontiera su cui da tempo opera il Centro Ricerche Bracco di Colleretto Giacosa. Accrescere e offrire sistemi diagnostici sempre più precisi e accurati, diventare un centro di riferimento in una rete di eccellenza con il mondo scientifico e industriale, garantire soluzioni competitive sia sotto il profilo economico, sia dell’efficacia. Questi infatti sono gli ambiti di applicazione dell’innovazione sui quali è cresciuto il CRB, giunto al suo decimo anno di vita. Per festeggiare questo importante anniversario il Centro Ricerche Bracco ha organizzato, oltre al Simposio, un open day dei laboratori di ricerca a cui hanno partecipato quasi 400 persone, in maggioranza giovani.

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