Economia
Bruxelles, Landi (Anthilia): "Populismo vero pericolo per i mercati"
L'analisi di Giovanni Landi, fondatore di Anthilia Capital Partners

di Andrea Deugeni
@andreadeugeni
"Oltre alla perdita di vite umane, il più grande pericolo di fenomeni come questi è la creazione di spinte populistiche che con il referendum britannico (Brexit, ndr) alle porte non aiuta certo il clima degli investimenti". Giovanni Landi, fondatore di Anthilia Capital Partners, ex vicepresidente di Assogestioni con una lunga carriera nel gruppo Intesa-Sanpaolo, spiega ad Affaritaliani.it quali possono essere gli effetti degli attentati di Bruxelles sui mercati finanziari. "Non ha molto senso osservare la reazione delle Borse di oggi, quanto quella nel medio periodo. Andamento che richiede un'analisi più approfondita", spiega l'esperto. "Nelle prossime sedute, visto che è in atto una vera e propria guerra nel cuore dell'Europa, gli investitori tireranno fuori maggiori prudenza e sulla ripresa economica...".
Dopo la forte correzione d'inizio anno, i mercati finanziari avevano iniziato a riprendersi, tanto che secondo qualche operatore il fondo era stato toccato per lasciare spazio a una nuova fase rialzista degli indici. Al di là della reazione emotiva di oggi delle Borse europee, nelle prossime sedute la sfiducia e le vendite torneranno a caratterizzare gli scambi azionari?
"La reazione emotiva in Borsa all'annuncio delle due esplosioni a Bruxelles dimostra che putroppo i mercati finanziari sono cinicamente assuefatti a questo tipo di attacchi. Nelle prossime sedute, visto che è in atto una vera e propria guerra nel cuore dell'Europa, gli investitori adotteranno maggiore prudenza. Non sono condizioni che danno certezza e i mercati finanziari hanno bisogno di serenità per salire. Le sedute, come quella odierna, sono sempre molto poco significative per valutare gli effetti di attacchi terroristici come questi".
Perché?
"In Europa ci sono molti fenomeni destabilizzanti. Attacchi come quello odierno alimentano fenomeni come il populismo esasperato che, con il referendum britannico alle porte (Brexit, ndr), non aiuta certo il clima degli investimenti. E' tutto molto concatenato".
E quindi?
"Non ha molto senso osservare la reazione dei mercati di oggi. In Europa è in atto una buona ripresa economica complessiva e gli attacchi di oggi possono avere un impatto. Pensiamo, per esempio, a un imprenditore che deve investire o una famiglia che deve comprare un bene durevole: c'è bisogno di serenità e certezze per prendere decisioni di questo tipo. Sono tutti elementi che erodono la fiducia delle aziende e dei Paesi. Oltre alla perdita di vite umane, il più grande pericolo di fenomeni come questi è la creazione di spinte populistiche che, non solo in Europa, stanno guidando le masse. Fenomeni che non portano l'Ue da nessuna parte. E' la conseguenza più grave".
Dal punto di vista operativo, bisogna applicare qualche correttivo all'asset allocation?
"Il mercato obbligazionario non rende già nulla: ci sono 5.000 miliardi di bond in Europa che sono sotto zero. In quello equity, invece, ci sono alcuni settori, come quello finanziario e bancario, che sono massacrati. Non ci sono grandi alternative. Se si opta per l'equity è necessario selezionare con estrema attenzione i titoli azionari, dopo aver studiato i fondamentali delle aziende corrispondenti. In momenti come questo, è sempre più necessario affidarsi a un esperto operatore del risparmio gestito".
