Il Tesoro propone contemporaneamente BTP Valore e BTP Valore Insieme, entrambi con durata di cinque anni ma con un sistema di pagamento completamente diverso. Il primo distribuisce cedole trimestrali crescenti fino al 4,70%. Il secondo concentra tutto il rendimento in un’unica cedola minima del 22,25% alla scadenza. Su 10mila euro, senza considerare il reinvestimento delle cedole, Valore Insieme riconosce circa 171 euro netti in più.
BTP Valore, come funzionano le cedole trimestrali
Il BTP Valore tradizionale dura cinque anni e utilizza il sistema step-up. I tassi minimi garantiti sono 3,70% per i primi due anni, 4,10% per il terzo e quarto anno e 4,70% nel quinto. Gli interessi vengono versati ogni tre mesi. I tassi definitivi saranno comunicati alla chiusura del collocamento e potranno essere confermati o aumentati. Investendo 10mila euro, senza considerare eventuali reinvestimenti, si ricevono 370 euro lordi nel primo anno, altri 370 nel secondo, 410 nel terzo, 410 nel quarto e 470 nell’ultimo. Il totale arriva a 2.030 euro lordi.
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Con la tassazione agevolata del 12,5% prevista per i titoli di Stato, restano circa 1.776,25 euro netti.
BTP Valore Insieme, quanto rende 10mila euro
BTP Valore Insieme rinuncia invece alle cedole periodiche. Borsa Italiana indica una cedola minima complessiva del 22,25% del valore nominale, pagata in un’unica soluzione alla scadenza del 27 ottobre 2031. Su un investimento da 10mila euro significa ricevere 2.225 euro lordi alla fine dei cinque anni. Tolto il 12,5% di imposta, restano circa 1.946,88 euro netti.
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La differenza rispetto al BTP Valore tradizionale è quindi di circa 170,63 euro netti a favore di Valore Insieme, considerando esclusivamente le cedole minime e senza attribuire alcun rendimento agli interessi incassati prima con il BTP tradizionale. Alla scadenza entrambi restituiscono anche il capitale nominale investito.
Quale dei due BTP Valore conviene
Non esiste una scelta migliore per tutti. Il BTP Valore tradizionale è più adatto a chi vuole ricevere un flusso regolare di denaro ogni tre mesi. Le cedole possono essere spese oppure reinvestite, e proprio il reinvestimento può ridurre la differenza rispetto al secondo titolo. Il BTP Valore Insieme riconosce invece un importo nominale superiore, ma bisogna aspettare cinque anni per ricevere gli interessi.
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Chi vende prima della scadenza deve inoltre considerare il prezzo di mercato. Come qualsiasi BTP, entrambi possono essere venduti sul mercato secondario a un valore superiore o inferiore a quello di sottoscrizione. Per chi può lasciare i 10mila euro investiti fino al 2031 senza necessità di incassare cedole durante il percorso, Valore Insieme offre oggi un rendimento nominale minimo complessivo più alto. Chi cerca entrate regolari mantiene invece il vantaggio delle quattro cedole annuali del BTP Valore.
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