Un trattore parcheggiato nella prestigiosa via Gesù, nel pieno centro di Milano, non è certo una cosa abituale. Carraro SpA, leader nei sistemi di trasmissione per veicoli off-highway e trattori specializzati, ha scelto il Four Seasons, a due passi da via Montenapoleone, per presentare alla comunità finanziaria il proprio Business Plan 2017-2021.
In apertura dell’incontro, il Presidente Enrico Carraro non ha nascosto le difficoltà incontrate dall’azienda a causa della crisi globale scoppiata nel 2008/09, che ha dimezzato il fatturato “nonostante ingenti investimenti fatti sulla base di indicazioni di mercato che prevedevano sviluppi ben diversi”. Poi è arrivata la seconda crisi, nel 2011, anch’essa decisamente pesante.
“Oggi Carraro è un’azienda diversa – ha spiegato il Presidente – Abbiamo nuovi prodotti che si affiancano a quelli tradizionali e anche a livello del personale ci sono stati significativi cambiamenti. Il 90% della prima linea è cambiato e abbiamo ridotto l’organico di centinaia di persone a tutti i livelli: se nel 2010 avevamo 78 dirigenti, oggi sono solo 25”.
“Rispetto al passato siamo un’azienda più piccola, ma molto più ricca. Siamo tornati a fare marginalità pari ai livelli ante-crisi e, in certe linee, addirittura superiori. I tagli ci sono stati, ma non per sul settore Ricerca & Sviluppo, sul quale dal 2007 a oggi abbiamo investito 140 milioni di euro. Altri 90 milioni di investimenti sono previsti nel nostro business plan e, grazie a queste scelte, abbiamo fatto un salto in avanti sul piano della tecnologia, in ottica Industria 4.0: con il nuovo ERP e il nuovo CAD, su alcune linee siamo già in fase molto avanzata”.
“Il piano che presentiamo oggi è realista, prevedendo una chiusura del 2017 a 583 milioni. Puntiamo a raggiungere una posizione finanziaria compatibile con lo sviluppo del business, riducendo l’indebitamento a 91 milioni. L’aumento di capitale è stato ben recepito dal mercato e la famiglia Carraro mantiene una salda maggioranza con il 60%”.
Carraro presenta il business plan 2017/21: le caratteristiche di un’azienda italiana… ma globale
Il CEO Alberto Magni ha descritto le peculiarità dell’azienda, nata a Padova nel 1932 e ormai diventata internazionale, con stabilimenti in Argentina, Brasile, China e India e un ufficio vendite aperto negli USA dal 1993. Il turnover dichiarato per il 2016 è di 593,7 milioni di euro, per un’azienda che impiega 2.979 persone, di cui 1.289 in Italia. “Non possiamo più definirci come un’azienda che esporta: siamo un’azienda globale”.
“Siamo l’unico player in grado di fornire ai clienti un servizio completo: dal singolo componente più spicciolo fino al veicolo completo”, ha detto Magni.
Con una gamma che va dai trattori alle altre macchine per l’agricoltura, fino a quelle per le costruzioni e il movimento terra, Carraro ha come principale cliente CNH, seguito nell’ordine da John Deere, Agco, Claas, Caterpillar, Sanko e Wacker Neuson.
Carraro presenta il business plan 2017/21: i target numerici
Al CFO Enrico Gomiero è spettato il compito di delineare il business plan nei suoi dettagli, sciorinando target finanziari che per il 2021 sono:
-Fatturato a quota 670 mln €, CAGR +3,7% rispetto ai 558 mln € del 2016
-EBITDA a quota 75 mln €, 11,2% sul fatturato, CAGR +9,3% rispetto ai 48 mln € del 2016 (era 8,6%)
-Posizione Finanziaria Netta a 91 mln €, rispetto ai 183 mln € del 2016
Le previsioni per fine 2017 sono:
-Fatturato di Gruppo pari a 583 mln €
-EBITDA pari a 48 mln €
-Posizione Finanziaria Netta a debito per 131 mln €, in significativo miglioramento rispetto ai 183 mln € del 2016

