Il costo dell’energia è più alto del 18% rispetto a un anno fa. Usare male il condizionatore può trasformare l’estate in una stangata sulla bolletta elettrica. Il rischio per le famiglie aumenta proprio nelle settimane di caldo più intenso, quando i climatizzatori restano accesi per molte ore e spesso a temperature troppo basse. La spesa non dipende solo dal prezzo dell’elettricità. Pesano anche l’età dell’impianto, la manutenzione dei filtri, l’esposizione della casa al sole e il modo in cui si raffrescano le stanze.
Condizionatori e bollette: tutti i trucchi per risparmiare
La prima regola riguarda la temperatura. Impostare il climatizzatore a 20 o 21 gradi quando fuori ce ne sono 34 significa chiedere alla macchina uno sforzo continuo. Il consumo sale e il beneficio reale non cresce in proporzione. Una temperatura intorno ai 26 gradi, con deumidificazione quando l’aria è molto umida, consente di rendere la casa vivibile senza tenere il motore sempre al massimo.
La manutenzione incide più di quanto sembri. Filtri sporchi, split coperti da mobili o unità esterne esposte senza protezione riducono l’efficienza. Il climatizzatore lavora di più, raffresca peggio e consuma più corrente. Una pulizia regolare dei filtri e un controllo prima dell’estate evitano sprechi già nelle prime giornate torride e aiuta ad alleggerire le bollette.
Secondo Repubblica, nella partita dei costi entrano anche le agevolazioni del Conto termico. La misura può sostenere chi sostituisce vecchi apparecchi con sistemi più efficienti, in particolare pompe di calore. Per una famiglia, cambiare un impianto datato può significare meno corrente assorbita e una bolletta più stabile nei mesi in cui l’uso del raffrescamento diventa quotidiano.
Condizionatori, gli errori da non fare che fanno salire i costi in bolletta
Tenere finestre aperte mentre il condizionatore è acceso resta uno degli sprechi più frequenti. L’aria calda entra, quella raffrescata esce e l’impianto continua a lavorare. Lo stesso vale per porte interne lasciate spalancate quando si vuole raffrescare solo una stanza.
Anche l’accensione continua non sempre conviene. Nei giorni più caldi può essere utile anticipare il raffrescamento nelle ore meno torride, ma lasciare il climatizzatore acceso senza persone in casa porta solo consumo. Timer, modalità notte e funzioni eco aiutano a contenere la spesa senza rinunciare al comfort.
Le schermature fanno la loro parte. Tende, tapparelle e persiane abbassate nelle ore centrali riducono l’ingresso di calore. Il condizionatore parte da una temperatura interna più bassa e raggiunge prima il livello impostato. Il risparmio nasce da gesti semplici, ripetuti ogni giorno, prima ancora che dalla tecnologia.
La bolletta estiva si decide così: temperatura non troppo bassa, stanze chiuse, filtri puliti, uso del timer e valutazione degli incentivi se l’impianto è vecchio. Con l’energia più cara, ogni ora di funzionamento pesa di più. Anche cambiare fornitore troppo tardi può tradursi in un a maggiore spesa per l’elettricità.

