Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Trimestrale oltre le attese. Ecco il segreto di Goldman Sachs

Trimestrale oltre le attese. Ecco il segreto di Goldman Sachs

Mentre molte banche, in Europa ma anche negli Stati Uniti, continuano a ridurre gli attivi e il giro d’affari, Goldman Sachs chiude un trimestre in ulteriore crescita nell’investment banking e nell’investment management, approfittando dell’uscita dal mercato di alcuni concorrenti. Una crescita che coniugata con una grande attenzione ai costi ha permesso una crescita della redditività e dell’utile netto, salito a 2,26 miliardi di dollari (4,29 dollari per azione)
Goldman Sachs 400

La crisi non abita più a Wall Street, almeno a guardare i bilanci delle regine del mercato che continuano a battere le attese. Se Jp Morgan ha chiuso il primo trimestre con utili in rialzo del 33% alla cifra record di 6,53 miliardi di dollari (pari a 1,59 dollari per azione, contro gli 1,4 dollari previsti in media dagli analisti), grazie in particolare ai buoni risultati ottenuti nel comparto mutui immobiliari, ma con ricavi che sono calati a 25,84 miliardi contro i 26,75 miliardi dello stesso periodo del 2012, a conferma che l’aumento dei profitti è stato legato soprattutto al taglio dei costi (spese legali -52%, remunerazioni -2%, servizi affidati all’esterno -3%, spese di marketing -13%), Goldman Sachs oggi ha fatto anche meglio.

Il colosso creditizio a stelle e strisce ha infatti chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto di 2,26 miliardi di dollari (4,29 dollari per azione) rispetto ai 2,11 miliardi scarsi (3,92 dollari a titolo) dello stesso periodo del 2012; numeri inferiori alla rivale, certo, ma il giro d’affari di Goldman Sachs anziché ridursi è salito (a 10,9 miliardi dai 9,95 miliardi di un anno prima). Battute anche in questo caso le attese di mercato, pari a 3,90 dollari di utile per azione e a un giro d’affari di 9,67 miliardi, ma a questo punto sembra già “normale” che debba andare così.

Oltre al taglio dei costi (calati nel periodo di 1,9 miliardi rispetto a un anno prima), con conseguente miglioramento degli indici di redditività (il Return on equity, o Roe, è salito al 12,4% dal 12,2% del primo trimestre 2012), sui conti di Goldman Sachs ha avuto un impatto positivo anche la crescita delle attività, in particolare i ricavi derivanti dalla sottoscrizione e intermediazione di bond e titoli azionari. Una crescita che ha beneficiato dell’uscita di scena di alcuni concorrente in un settore, quello dell’intermediazione, dove le dimensioni contano sempre di più e dove è da tempo in atto un processo di concentrazione del mercato nelle mani di pochi grandi gruppi.

*BRPAGE*

La banca guidata da Lloyd C. Blankfein si è tolta anche la soddisfazione di battere proprio Jp Morgan per quanto riguarda i ricavi delle attività di investment banking (cresciuti del 36% a 1,57 miliardi, contro gli 1,43 miliardi di Jp Morgan), mentre dal trading su titoli azionari sono arrivati 1,92 miliardi di fatturato (con un calo del 15% su base annua), altri 2,07 miliardi sono arrivati dall’attività di prestito e investimento e 1,32 miliardi dalle attività di investment management (+12% annuo). La parte del leone l’ha fatta ancora una volta la divisione Servizi alla clientela istituzionale, che ha chiuso il trimestre con 5,14 miliardi di ricavi (peraltro in calo del 10% rispetto al primo trimestre 2012, ma in rialzo del 18% rispetto al trimestre precedente).

Alla crescita del giro d’affari non ha corrisposto, grazie all’attenzione sui costi, un parallelo incremento delle spese operative, stabili a 6,72 miliardi di dollari come un anno prima (anche se del 36% superiori al quarto trimestre 2012). In particolare i compensi e benefit sono rimasti stabili a 4,34 miliardi, a fronte di uno staff in calo dell’1% rispetto a dodici mesi prima, mentre le spese non legate ai compensi sono rimaste sui 2,38 miliardi (stabili sull’anno, in calo del 19% rispetto al trimestre precedente). In frazionale calo il tax rate, risultato pari al 33% contro il 33,3% dell’intero 2012.

Luca Spoldi