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I sommersi e i salvati della crisi? Usa e Germania ci hanno guadagnato

obama merkel

Se mal comune è mezzo gaudio, l’Italia ha poco per consolarsi. Adesso che nelle nebbie della crisi sembrano intravedere i primi bagliori di luce, è possibile guardarsi indietro. E chiedersi: chi ci ha rimesso e chi ci ha guadagnato?

Dal 2007-2008, periodo pre-Lehman, in tanti hanno sofferto. In  pochi (pochissimi), però, hanno saputo resistere, rialzarsi e accelerare. La resitenza di Obama, che non ha ceduto alle politiche di austerity e la liquidità pompata dalla Fed hanno sostenuto gli Stati Uniti: in 5 anni il Pil del Paese è aumentato di oltre il 4%.

Anche la Germania è andata alla grande: dal 2008 il prodotto interno lordo tedesco è cresciuto del 2%, schizzando dello 0,7% nel secondo trimestre del 2013. Non è solo merito di un’economia solida.

Berlino e Merkel sono i veri trionfatori dell’eurocrisi per il semplice motivo che non ne sono stati (se non marginalmente) toccati. Il panico europeo e il timore di default a catena ha portato alle stelle i rendimenti dei titoli di Stato mediterranei e identificato la Germania come un investimento sicuro (anche se per nulla remunerativo). E così, come scrive lo Spiegel, Berlino in quattro anni, dal 2010 al 2014, ha risparmiato 40,9 miliardi di euro dovuti a tassi d’interesse minori.

La Germania, assieme al minuto progresso del Belgio, è la sola eccezione in un’Europa al collasso. I Paesi dell’Area Euro hanno perso, in media, il 3% del Pil. E l’Italia? Come si nota nel grafico redatto dall’Economist, occorre scorrere la classifica. La recessione è costata quasi 9 punti di Pil. Negli ultimi 5 anni hanno fatto peggio solo tre Paesi. E sono Stati che hanno ricevuti aiuti europei (Grecia e Irlanda) o sono stati a un passo dal richiederli (la Slovenia).          

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