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Economia
D'Alema non brinda con il vino della Silk Road Wines: utile ridotto nel 2023
Massimo D'Alema

I vini di Massimo D'Alema non sono un grande affare: utile giù a 29mila euro

Non è un grande affare il vino di Massimo D’Alema & C.. Lo testimonia il quarto bilancio, depositato qualche giorno fa, della Silk Road Wines (“Vini della strada della seta” dall’inglese). Basata a Montecchio (Terni) e costituita nel 2019, vede l’ex segretario dei Ds quale amministratore assieme al noto enologo Riccardo Cotarella: i due figli del politico (Francesco e Giulia) hanno cadauno il 17,5% cui si aggiunge per arrivare a metà del capitale il 15% nelle mani della DL&M Advisor (la società di consulenza di papà D’Alema), mentre il 50% restante è in capo alle tre figlie di Cotarella (Dominga, Enrica e Marta).

La società, che commercializza vini all’ingrosso fuori dall’Unione europea, ha chiuso il 2023 con ricavi sì cresciuti anno su anno da 60mila euro a 213mila euro ma in compenso l’utile s’è ridotto da 41mila euro a 29mila euro, che interamente riportato a nuovo ha determinato un patrimonio netto di 218mila euro.

LEGGI ANCHE: D’Alema, il vino meglio berlo che commercializzarlo: giù l’utile della Silk Road Wines

La società, che ha visto la liquidità calare anno su anno da 172mila euro a 124mila euro, “ha continuato a implementare e perfezionare - si legge nella nota integrativa - i propri aspetti organizzativi, amministrativi e contabili che hanno permesso altresì di implementare, affiancando all’analisi storica dei risultati l’esame dei piani futuri, un modello di gestione aziendale che consente di valutare anticipatamente gli effetti economici, patrimoniali e finanziari delle scelte gestionali in un’ottica di salvaguardia del patrimonio aziendale”.






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