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Dal governo una nuova manovrina. Scostamento da almeno 8-10 miliardi

L’anticipazione di Affaritaliani.it

Dal governo una nuova manovrina. Scostamento da almeno 8-10 miliardi
Gualtieri
Pressing per un nuovo scostamento del deficit da almeno 8-10 miliardi già entro la fine di giugno, per avere risorse a disposizione da destinare ai settori più in difficoltà, dall’automotive al turismo, fino alla scuola, che ha bisogno di fondi cospicui per preparare la riapertura…

Pressing per un nuovo scostamento del deficit da almeno 8-10 miliardi, circa  lo 0,6% del Pil, già entro la fine di giugno, per avere risorse a disposizione da destinare ai settori più in difficoltà, dall’automotive al turismo, fino alla scuola, che ha bisogno di fondi cospicui per preparare la riapertura in sicurezza a settembre. ”Servono subito altre risorse – conferma il viceministro all’Economia Laura Castellli – prima della manovra, per concludere gli interventi legati all’emergenza”.

Tra le voci che hanno bisogno di essere rifinanziate anche gli enti locali. Parte dei soldi infatti serviranno anche per finanziare il fabbisogno delle casse delle grandi Città metropolitane alle prese con introiti mancanti per il lockdown prolungato dei mesi passati.

I precedenti scostamenti erano stati richiesti dal Governo Conte al Parlamento in occasione del varo del primo decreto a marzo (25 miliardi di euro, di cui 12 miliardi impiegati immediatamente) e del decreto Rilancio di maggio (55 miliardi).

Dopo che un invito in tal senso è arrivato stamane Fabio Melilli, deputato Pd e uno dei relatori al dl Rilancio  assieme a Massimo Misiti del M5S e Luigi Marattin di Italia Viva (“Credo sia opportuno che il governo rifletta su un ulteriore scostamento del bilancio”, ha affermato), il movimento fondato da Beppe Grillo dovrebbe a breve dire la sua sul tema, rafforzando a questo punto il pressing nei confronti del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri

Il Tesoro per il momento frena, ma ad anticipare ai sindaci la possibilità di ricorrere ad ulteriore deficit fu direttamente il premier Conte un paio di settimane fa. Probabilmente, spiegano alcune fonti, prima di prendere una decisione, Mef e Palazzo Chigi attenderanno di sapere quando e quanti soldi arriveranno da Bruxelles come anticipo del Recovery Fund