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Economia
De Agostini cresce nel real estate. Anche il mattone tedesco in Dea Capital
Lorenzo Pellicioli

DeA Capital è arrivata anche in Germania. Il braccio operativo specializzato in real estate del gruppo De Agostini, infatti, ha dato vita a una joint venture (70-30) con l’operatore immobiliare Wolfgang Speckhahn, che è stato nominato managing partner della nuova creatura, DeA Capital Real Estate Germany. L’obiettivo è quello di presidiare i mercati della regione DACH (Germania, Austria e Svizzera), con attività nel real estate relative alla consulenza, al fund-raising e all’asset management, focalizzate su asset core+, value-added e opportunistic; inoltre, la società intende offrire prodotti e servizi anche nel settore degli investimenti immobiliari tramite Reit.

Sull’operazione, Paolo Ceretti, Ceo del Gruppo DeA Capital, ha commentato: “Ritengo che l’avvio delle attività di DeA Capital Real Estate Germany rappresenti un altro significativo tassello nel percorso internazionale intrapreso da qualche anno, che ci vede ora operativi anche in Germania, ovvero nel mercato europeo dimensionalmente più importante nel settore real estate, in partnership con un manager di grandissima esperienza e forte orientamento agli obiettivi”.

Tra i nomi nobili dell’editoria, alla ribalta anche grazie ai suoi celeberrimi atlanti illustrati, oggi il gruppo De Agostini ha molte anime. Chi si trovasse a transitare in autostrada dalle parti di Novara non potrebbe non incontrare il gigantesco stabilimento, quartier generale di un gruppo che ha una storia più che secolare. Oggi, però, i libri e i manuali per ragazzi “pesano” sempre di meno. Bilancio alla mano, degli oltre 4,6 miliardi di ricavi nel 2019, dall’editoria sono arrivati 288 milioni, mentre dagli altri tre comparti la parte rimanente. Sì, perché il gruppo controllato interamente da B&D Holding S.p.A delle famiglie Boroli e Drago, ha da tempo avviato una progressiva diversificazione, puntando su quattro business differenti: editoria, media, giochi e servizi e finanza. 

Dell’editoria si è già detto molto: De Agostini edita in 13 lingue e 30 Paesi. Le sue attività sono focalizzate sull'organizzazione e sulla divulgazione della conoscenza. Media, invece, si sviluppa lungo due strategie: broadcasting (attraverso AtresMedia) e creazione di contenuti (con Banijay, che è alla base di alcuni programmi come “Cortesie per gli ospiti” su Real Time)

Per quanto concerne giochi e servizi, tramite la Igt (quotata al NYSE e di cui è azionista di maggioranza assoluta) il gruppo novarese ha in gestione il gioco del Lotto (in quanto Lottomatica è parte del gruppo) e dei “Gratta e vinci”. Sul circuito si appoggiano anche i sistemi di pagamento nelle ricevitorie. Oltre al Lotto, Lottomatica Italia ha esteso il proprio portafoglio di lotterie con Giochi Sportivi, Videolotterie e Scommesse a totalizzatore.

Infine, c’è la parte più squisitamente finanziaria attraverso due soggetti: DeA Capital e Dea Capital Alternative Funds. La prima, quotata sul segmento Star del Mta, è impegnata nella promozione, gestione e valorizzazione di fondi di investimento nel real estate, nel private equity e nel credito, nonché nelle soluzioni di investimenti per investitori istituzionali; la seconda, fondata nel dicembre 2006, è uno dei principali asset manager indipendenti italiani nel settore del private equity, con fondi di fondi globali e fondi diretti che investono prevalentemente in aziende italiane.

Guidata da Paolo Ceretti, DeA Capital ha in gestione 22,5 miliardi di asset alternativi. Limitandosi soltanto al real estate (su cui si concentra l’accordo in Germania), la società ha 51 fondi in gestione con oltre 100 investitori istituzionali e 4,7 miliardi di capitale messo sul piatto in cinque anni. Il managing director è Emanuele Caniggia, che farà parte anche dell’advisory board di DeA Capital Real Estate Germany. Il programma di internazionalizzazione, che finora aveva coinvolto Francia, Spagna, Portogallo e Polonia, ha raggiunto 200 milioni di asset in gestione in 12 mesi. 

Al di là delle strategie contingenti, che proseguono nonostante il Coronavirus, c’è da notare una certa affinità tra il salotto buono della finanza e De Agostini, con l’amministratore delegato del gruppo – Lorenzo Pellicioli (nella prima foto in alto) – che ha una lunga storia di cariche e siede in board prestigiosi. Il manager è stato numero uno di Seat Pagine Gialle, di Enel, di Ina Assitalia e di Toro Assicurazioni. E, soprattutto, siede nel consiglio di amministrazione di Generali fin dal 2007.

D’altronde, De Agostini detiene l’1,7% del capitale del Leone. Una quota piccola, ma significativa che non è mai stata sul piatto nemmeno per finanziare iniziative particolari. Fondamentale è stato il ruolo di Pellicioli anche nel comitato strategico del Leone che ha deciso di portarsi a casa Cattolica tramite l’aumento di capitale dedicato a giugno dello scorso anno.

Non solo: anni fa si parlò addirittura dell’intenzione di De Agostini di entrare nell’azionariato dell’altro salotto buono della finanza, Mediobanca. Non se ne fece nulla, ma il rapporto con Piazzetta Cuccia è rimasto buono, tant’è che Mediobanca è tra i tre istituti (gli altri due sono Bnp Paribas e Lehman Brothers) che ha finanziato l'offerta pubblica di acquisto lanciata dal Gruppo De Agostini tramite la controllata Tyche sulle azioni di Lottomatica nello scorso mese di febbraio per complessivi 650 milioni di euro. A luglio, i tre soggetti hanno provveduto alla sindacazione del finanziamento a medio-lungo termine. 

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