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Economia

Secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia, il debito pubblico italiano a luglio si è attestato a 2.072,863 miliardi di euro, in diminuzione rispetto a giugno. Per il Codacons, finalmente, è iniziata la discesa e, forse, si è invertito il trend. Un traguardo, però, più che altro simbolico e psicologico. Considerati, infatti,  i sacrifici immani fatti dagli italiani in questi ultimi anni a suon di aumento di tasse, la diminuzione di meno di 2,3 miliardi è a dir poco ridicola.

Specie se si considera che, come dimostrato dalla Corte dei Conti, se, invece di alternare manovre lacrime e sangue a cicli elettorali della spesa pubblica, si fosse mantenuto un avanzo primario pari al 5% dal 1999 ad oggi, ci ritroveremmo un rapporto debito/Pil  all'84% invece che al 127%.

L'amara verità è che fino a che il Governo non capirà che la riduzione del debito va fatta cercando in primo luogo di ridurre le spese, specie quelle improduttive, senza strangolare le famiglie, pensando anche alla crescita e alla ricchezza prodotta dal Paese, alla diminuzione del debito non seguirà alcun miglioramento nelle condizioni di vita degli italiani.

Il Governo Letta, ad esempio, che ha fatto finora sul fronte dei tagli alla spesa pubblica? Per voce di Saccomanni ha annunciato da Cernobbio nei giorni scorsi la nomina dell'ennesimo commissario straordinario e di una task force, che tradotto significa che non hanno ancora fatto nulla e intendono prendere tempo. E, intanto, noi paghiamo!

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