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Debito pubblico, Borghi (Lega): la Bce può farci fallire domani

L’Italia è a rischio downgrade del rating dopo l’aumento del debito pubblico nel 2015 certficato oggi dalla Banca d’Italia? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega Nord

L’Italia è a rischio downgrade del rating dopo l’aumento del debito pubblico nel 2015 certficato oggi dalla Banca d’Italia? “Non certo per l’aumento del debito. Tanto abbiamo visto che ci sono un sacco di paesi – dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, fino al Giappone – che avendo sovranità monetaria hanno alzato il debito tantissimissimo eppure hanno la tripla A. Non è l’aumento del debito che ci mette a rischio, quanto tutto il resto del ‘casino’ che stanno facendo in modo criminale, per esempio il ‘bail-in’ bancario e così via”, afferma ad Affaritaliani.it Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega Nord.

“Il discorso del nostro debito pubblico è molto banale: finché lo garantisce la Banca Centrale, una qualsiasi, nostra o europea, può anche triplicare e non c’è problema. Ma nel momento in cui girano il pollice noi crolliamo come un castello di carte”. Chi potrebbe ‘girare il pollice’? “In questo momento la Bce e può fare come ha fatto con la Grecia, ovviamente”.

La Grecia – spiega Borghi – “ha iniziato ad andare in crisi e a chiudere le banche quando la Bce ha detto che non rifinanziava più il famoso ‘ELA’, praticamente la liquidità d’emergenza per le banche. La stessa cosa, identica, succederà con il nostro debito se per caso a un certo punto gireranno il pollice, ovviamente se noi non faremo quello che saremo costretti a fare. Purtroppo, la questione è di una semplicità impressionante. L’Italia è schiava di Francoforte. Draghi può farci fallire anche domani, basta che dica che le banche non sono più garantite, basta che dica che il debito sovrano dell’Italia non è più garantito o basta che dica che il nostro debito non rientra tra i titoli acquistabili con il ‘quantitative easing’ per vari motivi, che naturalmente se li possono inventare. E noi siamo letteralmente morti”.

Qual è la soluzione? “Uscire dall’euro e riavere sovranità monetaria, altrimenti saremo sempre una colonia di Francoforte che potrebbe chiederci qualsiasi cosa. Adesso il governo dice sempre ‘tanto cè Draghi’, ma se domani c’è Weidmann (presidente della Bundesbank) alla Bce, visto che è il più accreditato alla successione? Weidmann a un certo punto potrebbe chiedere la consegna dei primogeniti, tanto per fare un esempio, e se noi non ottemperiamo falliamo domani. Più o meno la stessa cosa che ci stanno chiedendo, implicitamente, con le banche”. Borghi attacca: “Non mi risulta che nessun governante sano di mente sia felice di mandare a zero 150mila risparmiatori, eppure lo devono fare perché li obbligano. Il nostro è un governo coloniale, il vice re ordina e il reggente di turno esegue. Anche se la misura non è popolare lo deve fare”.