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Delfin, il tutti contro tutti che fa inceppare (ancora una volta) il riassetto. È scontro tra Milleri e Bardin

Spaccatura anche dentro il cda, il piano di Leonardo Maria Del Vecchio traballa sempre di più

Delfin, il tutti contro tutti che fa inceppare (ancora una volta) il riassetto. È scontro tra Milleri e Bardin
Francesco Milleri

Delfin, è (ancora una volta) tutti contro tutti

L’assemblea dei soci di Delfin di qualche giorno fa doveva essere l’occasione per fare finalmente chiarezza sul riassetto societario dopo anni di instabilità dovuti ai mancati accordi tra gli eredi sullagovernance della holding dopo la morte del patron di EssilorLuxottica, Leonardo Del Vecchio.

Ma, se possibile, la situazione invece di migliorare si è ulteriormente complicata. Il motivo sarebbe legato a quanto avvenuto qualche giorno prima dell’assemblea, nel cda del 25 giugno, infatti, – riporta Il Giornale – c’è stata una spaccatura e di conseguenza non c’è stato il voto unanime sulla proposta di Leonardo Maria Del Vecchio di rilevare le quote di due dei suoi fratelli, Luca e Paola, e salire al 37,5%.

Una frattura che fotografa un nuovo livello dello scontro: non più soltanto quello tra gli otto eredi del fondatore di Luxottica, ma anche quello tra i vertici della cassaforte lussemburghese che custodisce un patrimonio da circa 42 miliardi di euro.

A favore della lettera di patronage di Leonardo Maria si sarebbero espressi – in base a quanto riporta Il Giornale – il presidente Francesco Milleri e il consigliere indipendente Mario Notari. Contrari, invece, l’amministratore delegato Romolo Bardin, insieme ai consiglieri Aloyse May e Giovanni Giallombardo. Ma quel via libera mancato era considerato una delle condizioni essenziali dalle banche per procedere con il finanziamento. Tutto da rifare, a quanto pare.