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Economia
Dialoghi Italo-Francesi per l'Europa. Boccia: "L'istruzione dà ai giovani speranza e sogno"

Dialoghi Italo-Francesi per l'Europa: formare i giovani al futuro

Si è svolta oggi, in veste digitale, la terza edizione dei “Dialoghi Italo – Francesi per l’Europa”, un’iniziativa lanciata nel 2018 dalle Università Sciences Po e Luiss Guido Carli di Roma, in collaborazione con The European House – Ambrosetti e realizzati grazie al contributo di Amundi Asset Management, BNL Gruppo BNP Paribas, Elior e Enel.

La terza edizione dei Dialoghi si è concentrata a riflettere sulla crisi portata dal Covid-19 e sulle misure che i governi hanno dovuto adottato per combattere la pandemia che hanno conseguentemente portato le scuole e le università a trasformare radicalmente il proprio sistema educativo: da lezioni in presenza ad una didattica online e a distanza al 100%. Anche le imprese, le istituzioni e l'economia nel suo complesso hanno dovuto adattarsi a questa nuova situazione adottando il lavoro a distanza.

Per quanto riguarda le scuole, l’adozione “obbligata” di questi nuovi metodi di apprendimento ha messo in evidenza le vulnerabilità e l'esistenza di disuguaglianze nell'accesso alle infrastrutture tecnologiche e agli strumenti educativi. 

Il panel di oggi intende infatti stimolare la riflessione e la condivisione sui cambiamenti che il sistema educativo deve affrontare per formare i giovani ai lavori del futuro: come migliorare l’offerta formativa scolastica ed universitaria e soprattutto come interpretare le trasformazioni della società e del mercato del lavoro.

Dialoghi Italo-Francesi per l'Europa. Vincenzo Boccia, Presidente Luiss Guido Carli

Vincenzo Boccia, Presidente Luiss Guido Carli: “Nei prossimi tre anni ci sarà un'evoluzione del mondo del lavoro accelerata da tecnologia, digitale e automazione che determinerà 133 milioni di posti di lavoro a fronte di 75 milioni posti che si perderanno. Assisteremo quindi ad un profondo cambiamento del mondo del lavoro in cui anche le imprese si orienteranno alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Attraverso le università diventeremo la fondamentale fonte culturale di questa nuova Europa che si sta formando. La formazione deve infatti essere posta al centro essendo l'unica in grado di distruggere quella dimensione di ansietà emersa dalla ricerca Ipsos. Istruzione come idea di comunità e di coesione.

L’istruzione è il ponte che lega profondamnete l’Italia e la Francia e noi, con i Dialoghi, ci inseriamo in questo scambio culturale da cui emerge una visione comune e un senso di comunità. I Dialoghi italo-francesi sono infatti l’attivazione di quel ponte che attraverso la cultura, il dialogo, la formazione e l’istruzione costruisce un’idea di Europa che dà speranza e sogno ai nostri studenti”.

Dialoghi Italo-Francesi per l'Europa. Andrea Munari, Amministratore Delegato BNL Gruppo BNP Paribas

Andrea Munari, Amministratore Delegato BNL Gruppo BNP Paribas: “La popolazione italiana si sta svuotando dal basso creando squilibri tra le vecchie e le nuove fragili generazioni. L’Italia è uno tra i Paesi sviluppati che ha sostanzialmente pensato di poter crescere senza il contributo delle generazioni più nuove. Questo è il problema centrale quando si parla del futuro dei giovani.

Siamo entrati in un meccanismo per cui l’immissione di una nuova energia, fondamentale nel processo di cambiamento culturale, non ci sarà più. Prima della pandemia non avrei saputo indicare il lavoro del futuro. Immagino, ora, che nei prossimi 20 anni le persone dovranno abituarsi a cambiare lavoro e ad adeguarsi molto velocemente. Quasi certamente il giovane di oggi lavorerà in diverse istituzioni. Questo imporrà il tema dell’adattabilità a nuove culture e a nuovi ambienti lavorativi.

Con la pandemia questi trend sono stati fortemente accelerati in tutti i settori, da quello scolastico a quello aziendale. Sarà importante creare una cultura dell’inclusione e della parità, l’unica chance che l’Italia ha di aver un’accelerazione nel cambiamento e nella produzione di ricchezza.

Più una società infatti non è in grado di essere innovativa meno sarà in grado di far fronte al cambiamento. E' quindi essenziale instillare la capacità di accettare il cambiamento, lasciare spazio ai giovani e soprattutto continuare ad aggiornarsi, a studiare. Per questo il primo compito della scuola deve sempre essere quello di spingere i giovani ad accettare le sfide del futuro”.

Dialoghi Italo-Francesi per l'Europa. Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato e Direttore Generale Telecom Italia

Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato e Direttore Generale Telecom Italia: “L’anno prossimo si chiuderà il digital divide. Arriveremo al 99,6% della digitalizzazione del Paese. Oggi le competenze informatiche sono diventate competenze digitali di base nell’ambito dell’istruzione e inevitabilmente la cittadinanza lavorativa passa attraverso l’educazione al digitale.

In Tim l’impegno in questo senso è altissimo. L’operazione Risorgimento Digitale a cui partecipiamo vuole  infatti aiutare coloro che si trovano in una situazione di divario digitale a superare questa distanza.

La rivoluzione digitale cambierà profondamente le professioni lavorative e i percorsi universitari. 

Per questo di deve lavorare necessariamente alla costruzione e alla formazione di un pensiero digitale. Viviamo in un’epoca in cui è essenziale un costante e continuo aggiornamento. Oggi le tecnologie e il mercato cambiano infatti talmente velocemente che le nozioni apprese nel percorso di studi possono risultare superate in pochi anni. La centralità formativa dovrà essere quella di educare le persone ad imparare ad imparare e a sviluppare strategie e metodi per un efficace apprendimento autonomo e critico partendo dalla scuola.

In Tim stiamo sperimentando nuove forme di formazione coerentemente a questa rivoluzione culturale perchè le persone devono essere libere di apprendere, a prescindere del luogo e delle modalità. Crescerà in questo senso il ruolo dell’azienda come luogo di formazione.

Prendersi cura del futuro dei nostri figli passerà quindi inevitabilmente per il prendersi cura delle scuole e delle università del nostro Paese”.

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