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Edizione, addio da 3,5 miliardi: Giuliana Benetton cede il suo 25%. Trovato l’accordo

L’importo corrisponde a un quarto del net asset value della cassaforte, valutata complessivamente 14 miliardi netti

Edizione, addio da 3,5 miliardi: Giuliana Benetton cede il suo 25%. Trovato l’accordo

Edizione, Giuliana Benetton cede il suo 25%

Sono circa 3,5 miliardi di euro il prezzo dell’uscita di Giuliana Benetton da Edizione. La cifra, che sarà versata in più tranche, è stata definita ieri a Treviso, nella sede della holding di famiglia, dove i soci hanno siglato l’intesa che liquida la quota del 25% detenuta dalla cofondatrice e dal suo ramo familiare. L’importo corrisponde appunto a un quarto del net asset value della cassaforte, valutata complessivamente 14 miliardi netti.

I fondi andranno a Giuliana — che insieme ai fratelli Luciano, Gilberto e Carlo, tutti scomparsi, diede vita a United Colors — e ai suoi figli, presenti nel capitale tramite veicoli societari. Resta invece invariata la sua partecipazione del 25% in Benetton Group.

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Sul fronte della copertura finanziaria, metà della somma arriverà dalla cassa che Edizione genererà da qui al 2030, forte di un ebit annuo compreso tra 1,3 e 1,4 miliardi. L’altra metà passerà soprattutto dalla monetizzazione del portafoglio quotato, costituito da partecipazioni puramente finanziarie: il 3,4% di Monte dei Paschi e una frazione del 4,86% detenuto in Generali.

La cessione potrà essere gestita direttamente da Edizione oppure dalla stessa Giuliana, che in alternativa potrebbe anche decidere di conservare i titoli. Nel perimetro degli asset cedibili rientrano poi realtà considerate meno strategiche, come Cellnex e alcune proprietà immobiliari.

Nessun intervento, invece, sulle partecipazioni di controllo: intoccabili le maggioranze in Mundys, il polo infrastrutturale, in Avolta — nata dalla fusione tra Autogrill e Dufry — e in 21 Next, la piattaforma dedicata all’asset management. Con questa intesa si chiude il capitolo del riordino societario e del passaggio generazionale guidato da Alessandro Benetton, confermato alla presidenza di Edizione.