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Economia
Eni, Descalzi aumenta la cedola a 0,83 € (+3,75%). Bene in Borsa, titolo +2%

Una produzione in crescita del 3,5% all'anno, investimenti invariati (rispetto alla strategia disegnata lo scorso anno) sotto i 32 miliardi di euro (7,7 nel 2018, di cui oltre 1,8 per lo sviluppo del business green) e cedola nel 2018 di 0,83 euro per azione (+3,75%, rispetto ai 0,80 euro del 2017). Sono le linee portanti del nuovo piano industriale dell'Eni presentato oggi dal management guidato da Claudio Descalzi a Londra, un piano in cui il colosso petrolifero torna ad aumentare il dividendo (il buy back resta un'opzione) che era stato tagliato nel 2015 (a causa dell'andamento low cost del petrolio) ed era poi rimasto stabile a 0,80 euro per azione.

Eni ape 1
 

Secondo quanto comunicato al mercato dal gruppo, la produzione di idrocarburi di Eni è prevista in crescita del 3,5% all'anno nel periodo 2018-2021 grazie al ramp-up e all'avvio di nuovi progetti che contribuiranno per circa 700mila barili di olio equivalente al giorno nel 2021 e alle attività di ottimizzazione che contribuiranno nel 2021 per circa 200 mila barili. 

Eni ape 2
 

Nel 2018 la crescita di produzione sarà del 4% rispetto al 2017, superiore alla precedente guidance. Nell'esplorazione Eni prevede di spendere in arco di piano circa 3,5 miliardi con l'obiettivo di scoprire 2 miliardi di barili di nuove risorse al costo unitario di circa 2 dollari. 

Eni è cambiata, si è rafforzata, e ora è davanti a una nuova fase di espansione industriale e di forte crescita di valore. Tre le parole d'ordine: crescita, sostenibilità ambientale e dividendi, ha specificato Descalzi. 

"Negli ultimi 4 anni, in uno scenario di prezzi bassi, abbiamo scoperto 4,4 miliardi di barili e abbiamo aumentato in maniera considerevole le nostre licenze esplorative di beni di ben tre volte rispetto al 2013, e siamo pronti ad aprire la nuova campagna esplorativa basandoci su un potenziale 10 miliardi di risorse rischiate a nostra disposizione. Intendiamo spendere in esplorazione circa 3,5 miliardi di euro nel quadriennio 2018 2021 inoltre 25 paesi. Incremento della produzione sarà sostenuto dalla crescita dei progetti esistenti, dall'avvio di nuovi progetti e dagli interventi di ottimizzazione. Tale contribuiranno per circa 900 mila barili di olio equivalente al giorno nel 2021. Nel 2000 la crescita di produzione sarà del 4% rispetto al 2017, superiore alla precedente guidance".

Nell'esplorazione, il gruppo prevede di spendere nel quadriennio cira 3,5 miliardi con l'obiettivo di scoprire due miliardi di nuovi barili di risrose al costo unitario di 2 euro, perforando cira 115 pozzi in oltre 25 Paesi. 

 

Guarda la diretta della conferenza stampa a Londra del Ceo dell'Eni Claudio Descalzi sul nuovo piano industriale

Per quanto riguarda il business green, invece, il Cane a sei zampe ha inoltre definito un percorso di decarbonizzazione e persegue una chiara e definita strategia climatica fondata sulle seguenti leve: riduzione delle emissioni dirette di CHG e portafoglio Oil&Gas low carbon. "Abbiamo una chiara strategia di decarbonizzazione che si fonda su 4 principali driver: la riduzione di emissioni dirette di GHG, in tutte le nostre attività, un portafoglio a basso costo e a basso contenuto carbonico, lo sviluppo di progetti nell'ambito delle rinnovabili e l'investimento in R&D, elemento fondamentale per raggiungere la massima efficienza nel processo di decarbonizzazione", ha commentato sul tema Descalzi. Per le rinnovabili nel piano è previsto un capex di 1,2 miliardi con 1 Gigawatt di potenza installata da fonti rinnovabili al 2021 e 5 Gigawatt al 2025.

Dal Mid-Downstream, che comprende raffinazione e Chimica, viste in crescita a fine piano è previsto arrivare un ebit di 2 miliardi di euro con un free cash flow 2018-2021 di 4,7 miliardi.  Il margine di break even della raffinazione è di 3 dollari al barile entro il 2018. Il riavvio dell'impianto Est di Sannazzaro e' previsto entro la fine del 2018, la bioraffineria di Gela sara' operativa entro la fine del 2018 e la seconda fase In particolare per Versalis atteso un ebit a 400 milioni nel 2021.

"Abbiamo completato la trasformazione dei business mid-downstream e ora siamo pronti per la loro espansione e crescita di valore. Nel business R&M dal 2013 abbiamo dimezzato il breakeven portandolo a meno di 4 dollari al barile nel 2017 e intendiamo ridurlo ulteriormente a 3 dollari al barile a fine 2018. Nel marketing prevediamo di consolidare la nostra presenza nei paesi in cui operiamo, il tutto garantendo un free cash flow cumulato di oltre 2 miliardi di euro nel periodo 2018-21. Inoltre, entro il 2018, completeremo la trasformazione della seconda bio raffineria in Italia e questo farà di Eni uno dei principali produttori di green diesel in Europa", ha spiegato Descalzi.

Sulla Libia, infine, il Ceo dell'Eni ha tenuto a sottolineare che il gruppo  "non sta scappando dal Paese" ma "la produzione scenderà dagli attuali 320 mila barili a 200 mila barili a fine piano, al 2021". "Abbiamo mantenuto la produzione ma non è stato possibile per noi avviare nuovi progetti".  Positiva la reazione degli investitori a Piazza Affari. Al termine delle contrattazioni, il mercato infatti ha premiato il titolo Eni con un guadagno del 2% a 14,1 euro.  

 

 

 

 

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enieni piano strategico 2018-2021claudio descalzi





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