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Economia
Eni, nel semestre utile netto adjusted a 790 milioni euro. Positivi i commenti degli analisti. Profumo nel Cda
Claudio Descalzi, AD di Eni

Utile operativo adjusted di 1,50 miliardi di euro nel secondo trimestre per Eni. Risultato che, escluso l'apporto negativo di Saipem per 0,74 miliardi, è in calo del 41% rispetto al secondo trimestre 2014 a causa della flessione della performance dell'E&P (-1,5 miliardi, pari al 49%) trainata dal calo di circa il 44% del prezzo del petrolio, il cui impatto è stato attenuato dalla crescita delle produzioni, dalla riduzione dei costi e dal deprezzamento dell'euro rispetto al dollaro (-19%). La riduzione della E&P è stata in parte compensata dal sensibile miglioramento della performance di R&M e della Chimica (+0,36 miliardi) grazie alle azioni di efficienza e ottimizzazione che unite alla ripresa dei margini hanno consentito il ritorno alla redditività.

Saipem ha registrato nel secondo trimestre la perdita adjusted di 0,74 miliardi euro a causa di write down di lavori in corso e crediti commerciali in considerazione del debole scenario del settore petrolifero. Su base consolidata l'utile operativo adjusted del trimestre è stato di 0,76 miliardi euro con una flessione del 72% su cui ha inciso l'effetto scenario negativo per 1,6 miliardi, parzialmente compensato dalla crescita produttiva e recuperi di efficienza per 0,6 miliardi.

Nel primo semestre l'utile operativo adjusted esclusa Saipem (-0,58 miliardi euro) è stato di 2,91 miliardi con una diminuzione del 51% a causa della contrazione del 61% della performance della E&P (- 3,9 miliardi) indotta dalla forte riduzione del prezzo del petrolio, i cui effetti sono stati parzialmente compensati dal miglioramento dei settori R&M e Chimica (+0,8 miliardi) e in misura minore del settore G&P (+0,07 miliardi). Su base consolidata l'utile operativo adjusted del semestre e' stato di 2,33 miliardi con una flessione del 63%. Complessivamente sul risultato operativo adjusted l'effetto scenario ha pesato per 3,8 miliardi, parzialmente compensato dalla crescita produttiva e recuperi di efficienza per 0,8 miliardi.

"Nel primo semestre di quest'anno abbiamo conseguito ottimi risultati industriali in tutti i business che ci hanno consentito di rivedere al rialzo alcuni degli obiettivi del piano strategico presentato a marzo", è stato il commento di Claudio Descalzi, amministratore delegato dell'Eni. "Nel settore upstream - ha proseguito il manager - abbiamo raggiunto una crescita produttiva record e abbiamo contenuto significativamente i costi. Inoltre, il recente avvio della produzione del campo di Perla, in Venezuela, e l'ormai prossimo avvio di Goliat, in Norvegia, forniranno un contributo importante nella seconda parte dell'anno".

"I business del middownstream - ha concluso il manager - hanno tutti ottenuto risultati positivi, grazie ai forti progressi nel riassetto dei nostri impianti di raffinazione e petrolchimici, al successo nelle rinegoziazioni dei contratti gas e agli ulteriori interventi sull'efficienza. Queste azioni hanno contribuito a limitare gli effetti della caduta dei prezzi degli idrocarburi, sia in termini economici, sia in termini di cassa. Nonostante il dimezzamento del prezzo del barile, abbiamo conseguito 5,7 miliardi di euro di cash flow, in linea con il primo semestre dello scorso anno, che ha finanziato la quasi totalita' degli investimenti realizzati nel semestre. Si tratta di un risultato particolarmente rilevante, dato che operiamo in un settore che oggi ha come principale sfida proprio l'autofinanziamento degli investimenti. Questi risultati superiori alle attese ci consentono di confermare la proposta al Cda al prossimo 17 settembre di un acconto dividendo pari a 0,40 euro per azione".

Positivi i commenti degli analisti, mentre il titolo si muove in linea con l'andamento generale del mercato e fa segnare un +0,06% a 15,85 euro a fronte del +0,1% del Ftse Mib. Bernstein (outperform, prezzo obiettivo a 20 euro) afferma che, "guardando al di la' della debacle di Saipem, i risultati di Eni sono veramente notevoli. L'aspetto chiave e' il cash flow di 5,7 mld euro nel primo semestre, lo stesso livello dello stesso periodo del 2014 nonostante un calo del 45% del prezzo del petrolio e gli 0,9 mld assorbiti da Saipem. E' un dato incredibile". Per gli esperti, dunque, Eni merita multipli maggiori rispetto ad altri gruppi del settore, anche perche' la generazione di cassa "sara' anche piu' forte nel secondo semestre".

L'incremento della guidance sulla produzione 2015 (dal 5% a oltre il 7%) e' "un punto cruciale" e in assenza di eventi inattesi la guidance "salira' ancora", conclude Bernstein. E' outperform su Eni anche Raymond James, che cita il "momentum positivo nell'upstream" e sottolinea come i conti trimestrali abbiano evidenziato una "solida performance operativa", mentre "Saipem ha inciso pesantemente sul risultato netto". Banca Akros (rating buy, Tp a 20 euro) parla di "risultati trimestrali in calo anno su anno per via di minori prezzi di realizzazione (divisione E&P) e di elementi straordinari per Saipem. Non crediamo che i conti trimestali possano essere considerati un catalizzatore per l'azione. Secondo noi, la solida crescita della produzione, abbinata agli esiti positivi del processo di ristrutturazione nel mid/downstrea, rende Eni un'interessante opportunita' di investimento".

Deutsche Bank, da parte sua, conferma la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 16 euro su Eni. Secondo questi esperti i risultati operativi ex Saipem nel secondo trimestre sono stati "solidi". In particolare, l'Ebit esclusa Saipem e' stato in linea con le attese di DB e di un 8% superiore al consenso. "Incoraggiante" per gli esperti l'incremento della guidance 2015 sulla produzione, in linea con le stime di DB. "Seppure i risultati trimestrali appaiono deludenti sia rispetto alle nostre attese sia rispetto al consenso, la delusione a livello operativo e' interamente attribuibile a Saipem. Escludendo cio', i risultati sarebbero stati dell'8% sopra le stime", afferma infine Barclays (rating underweight, prezzo obiettivo a 19 euro). Per gli esperti "ci sono altri segnali incoraggianti emersi dai conti, con la guidance sulla produzione per il 2015 alzata al 7% e il downstream ancora una volta positivo" e l'impatto sul titolo e' "neutrale-positivo".

Infine, in sostituzione di Luigi Zingales, dimessosi il 2 luglio 2015, il board di Eni ha cooptato come amministratore Alessandro Profumo. Il Comitato per le nomine ha supportato il Consiglio nelle valutazioni. Alessandro Profumo è consigliere non esecutivo e indipendente e al momento non è componente di nessun comitato interno. Con riferimento al rapporto di coniugio che il consigliere Alessandro Profumo ha con una dipendente della Società, il Consiglio, confermando la valutazione del precedente Consiglio, ha ritenuto che questo non pregiudichi i requisiti di indipendenza previsti dal Codice di Autodisciplina, in considerazione del rigore etico e professionale e della reputazione internazionale riconosciuti al Consigliere, nonché del fatto che l’attività lavorativa del coniuge si svolge presso una fondazione, soggetto autonomo rispetto a Eni SpA. Quanto alla carica di Presidente ricoperta da Alessandro Profumo in Banca Monte dei Paschi di Siena SpA, i rapporti tra questa ed Eni non sono idonei a pregiudicarne i requisiti di indipendenza, in quanto di entità non rilevante; tale carica cesserà comunque il 6 agosto 2015.

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