Eredità Agnelli-Elkann, finisce il primo round davanti al gup di Torino: Margherita chiede i danni morali a John
Si è concluso davanti al gup di Torino il primo round dell’udienza preliminare nella vicenda legata all’eredità di Marella Caracciolo, vedova dell’avvocato Gianni Agnelli. Margherita Agnelli, tramite i propri legali, ha chiesto al giudice di costituirsi parte civile: la prossima udienza è fissata per l’11 settembre.
Quella di questa mattina è stata la prima udienza preliminare in cui sono stati riuniti tutti i diversi filoni dell’inchiesta condotta dalla procura torinese, nata da un esposto presentato dalla stessa Margherita relativo al domicilio della madre, una circostanza che secondo la donna metterebbe in discussione gli accordi raggiunti sull’eredità. Nel dettaglio, l’udienza ha riguardato Elkann e Ferrero per i presunti reati di dichiarazione fraudolenta mediante artifici, in relazione alle dichiarazioni fiscali di Marella Caracciolo, e di truffa aggravata ai danni dello Stato, legata in questo caso alla residenza effettiva della donna. Coinvolti nell’udienza anche il notaio torinese Remo Maria Morone e lo stesso Ferrero, per il presunto reato di falso in atto pubblico relativo ad alcuni documenti societari riguardanti la struttura della Dicembre, la cassaforte della famiglia Elkann che controlla a sua volta la holding Exor.
La posizione di Margherita Agnelli
Margherita Agnelli ha presentato formalmente la propria costituzione di parte civile anche nei confronti di John Elkann, per il danno morale e d’immagine che ritiene di aver subito. Lo ha spiegato il suo legale, Dario Trevisan, all’uscita dall’aula del tribunale di Torino, sostenendo che la propria assistita sarebbe stata vittima di un piano fraudolento articolato, finalizzato anche a tutelare interessi pubblici legati alla sua esclusione dalla successione dei genitori. Secondo l’avvocato, in questo stesso piano Margherita sarebbe stata privata anche della titolarità di partecipazioni rilevanti e di controllo nella società Dicembre, la cassaforte di famiglia.
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Sul fronte opposto, l’avvocato Paolo Siniscalchi, componente del collegio difensivo di John Elkann, ha preferito non commentare eventuali ipotesi di patteggiamento, precisando che nella giornata di oggi si è registrata soltanto la richiesta di costituzione di parte civile da parte di Margherita Agnelli. “Io ritengo che, obiettivamente, ci sia poco di morale in questa richiesta, considerato che Margherita Agnelli non è stata esclusa dalla successione dei genitori ma è uscita in un momento molto critico per il gruppo, lasciando a John Elkann l’onere di risanare e tenere in piedi una realtà industriale compromessa”, le parole del legale. Quindi, ha proseguito l’avvocato, mentre Margherita è “diventata miliardaria ed è scappata dal gruppo che aveva guidato suo padre, John Elkann si è assunto l’onere e la responsabilità di portarlo avanti”.
Sulla questione della cassaforte di famiglia, l’avvocato ha inoltre precisato che Margherita Agnelli è uscita da tempo dalla compagine societaria della Dicembre, risultando oggi un semplice ex socio senza alcuna legittimazione ad agire, dal momento che l’assetto proprietario della società sarebbe ormai consolidato da molto tempo e di fatto immodificabile. L’assetto proprietario della Dicembre è ormai cristallizzato da moltissimo tempo ed è immodificabile».

