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Economia
Erg, il piano al 2025: 2 miliardi di investimenti, 550 milioni di Ebitda

Oltre due miliardi di investimenti, quasi interamente dedicati alla crescita delle rinnovabili e un Ebitda al 2025 di 550 milioni. Sono i tratti salienti del nuovo piano industriale di Erg 2021-2025, il gruppo genovese attivo nella produzione di energia elettrica da fonti green controllato dalla famiglia Garrone e guidato da Paolo Luigi Merli.

 La strategia, ha fatto sapere Erg, continuerà ad essere focalizzata sulla crescita nelle "rinnovabili attraverso una politica di diversificazione geografica e tecnologica e la progressiva securitizzazione dei ricavi". 

La società prevede anche una stretta integrazione tra strategia di business e obiettivi Esg con una solida posizione finanziaria. 

L'obiettivo a fine piano è di raggiungere una potenza installata di 4,7 GW con un incremento di 1,5 GW attraverso: progetti in costruzione in Gran Bretagna, Polonia, Francia e Svezia: +0,4GW; progetti di repowering nell'eolico in Italia +0,2 GW (su base differenziale); progetti greenfield nell'eolico e nel solare: +0,3 GW ; operazioni di M&A + 0,6 GW.

Il piano, accolto male in Borsa dove il titolo cala sorpresa a metà mattinata (-3,7%), prevede poi un Ebitda in crescita da 481 milioni di euro nel 2020 fino a 550 milioni nel 2025, di cui il 70% realizzato in Italia e il 30% all’estero e un indebitamento a fine 2025 pari a 2 miliardi di euro contro 1,4 miliardi di euro a fine 2020. Sul fronte cedole, la politica di dividendi sarà stabile nell'arco del piano a 0,75 euro per azione

Il consiglio di amministrazione ha approvato poi i conti del primo trimestre che chiudono con un Mol consolidato adjusted pari a 161 milioni di euro a fronte dei 156 milioni dello stesso periodo del 2020. L'utile netto di gruppo adjusted si è attestato su 65 milioni rispetto ai 53 milioni del primo trimestre 2020.

Quanto alle guidance 2021, alla luce dei solidi risultati del primo trimestre viene rivista al rialzo di 10 milioni di euro la previsione del margine operativo lordo, in un intervallo ora compreso tra 490-510 milioni, così come la stima degli investimenti nell'intervallo ora compreso tra 285-325 milioni, per includere l'acquisizione in Svezia, e l'indebitamento finanziario netto, in aumento di 40 milioni, tra i 1,39 e i 1,49 miliardi di euro, rispetto alla previsione precedente.

"Il 2021 parte bene, con risultati superiori alle attese ed in crescita rispetto allo scorso anno grazie ad un'ottima performance dell'idroelettrico, in particolare se confrontata con un trimestre 2020 secco. Le forti precipitazioni del periodo hanno determinato livelli dei nostri bacini idrici tutt'ora superiori alla media storica. Bene anche i risultati dell'eolico in Italia, più debole l'eolico all'estero. Solare in linea. Il termoelettrico, lo sapevamo, risente della fine dei certificati bianchi. L'utile netto e' in forte crescita grazie anche al minor costo del debito", ha spiegato Merli. Che ha aggiunto: "Questa buona partenza ci permette di rivedere al rialzo il margine operativo lordo per l'anno ora atteso fra i 490 e i 510 milioni di euro. Siamo particolarmente soddisfatti per i recenti sviluppi in Svezia".

Nel primo trimestre 2021 i ricavi adjusted sono pari a 280 milioni, in aumento di 3 milioni rispetto al primo trimestre 2020 (277 milioni) principalmente a seguito delle maggiori produzioni dell'idroelettrico e dell'incremento del valore unitario dell'incentivo in Italia. L'indebitamento finanziario netto adjusted risulta pari a 1,316 miliardi, in diminuzione (123 milioni) rispetto al 31 dicembre 2020 (1,439 miliardi). La variazione riflette principalmente il positivo flusso di cassa del periodo, in parte compensato dagli investimenti del periodo (33 milioni).

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