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Economia
Eurozona, tutta in calo la manifattura europea. Solo l’Italia non crolla

Eurozona, ancora in sofferenza la produzione manifatturiera

Abbiamo perso il campionato europeo a giugno ma, almeno , nello stesso mese, siamo primi nel "campionato" della produttività manifatturiera. Infatti la produzione, insieme ai nuovi ordini, è crollata in tutti i paesi della zona euro tranne che in Italia. I dati sono dell’ultimo indice principale (PMI), un sondaggio condotto da S&P Global, su quasi 3.000 manager che acquistano società europee. L’indice è chiaramente il  termometro di quello che è il clima economico. Nel Vecchio Continente stanno continuando turbolenza e debolezza della domanda, entrambe iniziate nel 2022. La zavorra che aggrava il problema è costituita dalle economie dei due grandi malati, Germania e Austria, in affanno già da molti mesi. L’analisi di S&P ha rilevato che giugno è stato il peggior mese dell’anno. 46,1 punti, in calo di 3,2 rispetto al mese precedente. L’indagine stima risultati superiori a 50 punti come espansione nelle aziende d’Europa , al di sotto si parla di recessione.

Eurozona, in crescita il rischio di recessione

Il PMI manifatturiero, che completa la produzione manifatturiera, è sceso ai minimi di due mesi. La situazione peggiora all'inizio dell'estate e cresce il rischio di recessione. “A giudicare dall’ultimo sondaggio, l’economia manifatturiera della zona euro ha mostrato nuovi segnali di debolezza alla fine del secondo trimestre. La contrazione della produzione è cresciuta molto. Anche i nuovi ordini, l'attività di acquisto e l'occupazione sono diminuiti ad un ritmo più veloce, ma per fortuna le prospettive per la produzione per i prossimi dodici mesi sono rimaste positive",  conferma la Banca Commerciale di Amburgo che ha commissionato lo studio. La Grecia, con 54 punti, ha superato l'indice a giugno, sebbene anche Spagna (52,3) e Paesi Bassi (50,7) abbiano mostrato alcuni segnali di ripresa. Da notare però che tutti i Paesi, tranne l’Italia, sono in calo.

Eurozona, dati preoccupanti soprattutto per la Germania

 

“A giugno si sono osservati trend più deboli nella maggior parte dei settori manifatturieri a livello nazionale. La Grecia ha mantenuto la sua posizione in cima all’indice di crescita PMI manifatturiero, nonostante il rispettivo indice sia sceso al livello più basso degli ultimi sei mesi. Allo stesso modo, tassi di crescita più lenti sono stati registrati sia in Spagna che nei Paesi Bassi. Il resto dei membri della zona euro oggetto dello studio hanno registrato un peggioramento delle condizioni industriali alla fine del secondo trimestre. Fatta eccezione per l’Italia, i tassi di contrazione sono stati più forti rispetto a maggio. Il settore manifatturiero tedesco ha registrato ancora una volta il risultato peggiore della zona euro, come accade ininterrottamente dallo scorso febbraio", spiega il sondaggio di S&P Global. I dati sono particolarmente preoccupanti per la Germania che è il paese con il PIL più alto dell’eurozona. I tedeschi hanno mostrato tutta la loro debolezza di questo periodo, soprattutto nel settore automobilistico in cui erano leader indiscussi. “È piuttosto deprimente vedere che l’indicatore futuro dei nuovi ordini sta diminuendo a un ritmo rapido. Questo calo arriva dopo un record di venticinque mesi consecutivi di calo della domanda, con una leggera illusione che la situazione stesse migliorando a maggio, quando i rispettivi indici hanno mostrato un certo aumento. Questo significa che qualsiasi ripresa significativa sarà probabilmente rinviata almeno fino alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno” conclude preoccupato l’Istituto bancario tedesco.

 

 






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