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Ex Ilva, Acciaierie d’Italia chiede la cassa integrazione per l’intero sito di Salerno. Insorgono i sindacati

Fim, Fiom e Uilm si rivolgono al ministero del Lavoro e al sottosegretario Alfredo Mantovano

Ex Ilva, Acciaierie d’Italia chiede la cassa integrazione per l’intero sito di Salerno. Insorgono i sindacati

Ex Ilva, Fim, Fiom e Uilm chiedono un incontro al governo dopo la richiesta di cassa integrazione per Salerno

Acciaierie d’Italia ha chiesto il ricorso a una nuova cassa integrazione straordinaria per l’intero sito di Salerno. I sindacati si sono QUINDI rivolti al ministero del Lavoro e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, chiedendo un incontro, perché temono un effetto a cascata, ovvero il progressivo coinvolgimento degli altri stabilimenti del gruppo.

Fim, Fiom e Uilm, attraverso i coordinatori nazionali di settore, sostengono che la comunicazione di cassa integrazione da parte di Acciaierie “anticipa tematiche discusse con il ministero del Lavoro, così come convenuto nell’incontro a Palazzo Chigi del 16, e che avrebbero dovuto verificarsi solo in occasione dello stop della area a caldo a valle della sentenza della Corte di Cassazione prevista per il prossimo 20 ottobre”.

In particolare, sottolineano i sindacati, “l’azienda indica come numero massimo l’intero stabilimento di Salerno prevedendo un effetto a cascata”. Da qui, dicono le sigle citando la missiva aziendale, “la prossima strutturale modifica degli assetti produttivi dello stabilimento di Taranto per effetto della cessazione dell’esercizio dell’area a caldo”.

Nella lettera inviata alle organizzazioni sindacali, l’azienda scrive infatti che “il fermo produttivo imposto dal provvedimento giudiziale comporterà la conseguente impossibilità di alimentazione, almeno fino alla complessiva riorganizzazione produttiva del Gruppo, delle attività a valle del ciclo produttivo dell’area a caldo e delle funzioni di staff connesse alle attività”.

“A questo – concludono le sigle – si aggiunge la preventiva comunicazione del pagamento diretto Inps, condizione ancora in discussione nel decreto che dovrebbe essere adottato dal Governo per la gestione dell’eventuale emergenza”.

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