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Ex Ilva, Gambardella (Uilm): “Campagne elettorali e tante promesse, siamo delusi dal governo. A Taranto è dramma sociale”

Il sindacalista: “A Taranto tutti contro tutti”. Lunedì 12 ottobre sciopero unitario di 24 ore in tutti i siti del gruppo.

Ex Ilva, Gambardella (Uilm): “Campagne elettorali e tante promesse, siamo delusi dal governo. A Taranto è dramma sociale”

Ex Ilva, Gambardella (Uilm): “A Taranto clima logorato. Gli ammortizzatori sociali non bastano”

Quattordici anni di vertenza, due di amministrazione straordinaria e ancora nessuna prospettiva. È il bilancio che la Uilm fa dopo l’incontro di ieri a Palazzo Chigi, dove il governo ha presentato lo schema degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dell’ex Ilva e il decreto con una dotazione di circa 125 milioni, secondo quanto è emerso. Una risposta che, per il sindacato, non è quella attesa. “Siamo completamente insoddisfatti”, dice ad Affaritaliani Guglielmo Gambardella, segretario generale Uilm.

“Ci aspettavamo una proposta che andasse oltre gli ammortizzatori sociali. È venuta meno la priorità, che è quella di avere una prospettiva per il futuro. L’esecutivo ripete che la chiusura della gara è vicina e che il gruppo potrebbe presto passare a un nuovo investitore. Ma è una cosa che sentiamo da anni: l’amministrazione straordinaria è iniziata nel 2024 e siamo nel 2026. Non si può andare avanti con questo continuo rinvio, con la promessa di un investitore che dovrebbe arrivare, prima o poi, chissà quando. Il governo deve assumere una regia e proporre una prospettiva occupazionale e industriale, non basta dirci di non preoccuparci dei lavoratori. C’è bisogno di una prospettiva di lungo periodo, dopo 14 anni di vertenza”, dice Gambardella. “Si ribadisce che l’acciaio è un asset strategico, e allora bisognerebbe fare tutto il possibile per mantenerlo in vita. Un governo può fare ben altro, che passare la palla alla magistratura”, spiega.

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Il piano di rilancio

La Uilm, ricorda il segretario, ha presentato la scorsa estate al Governo le proprie rivendicazioni, contenute all’interno del “Piano straordinario nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva”: “Chiedevamo un piano industriale di decarbonizzazione per tutti i siti, un piano sociale per i lavoratori diretti, e un intervento diretto dello Stato come garante della transizione. Insomma, un piano che non si limitasse agli ammortizzatori ma prevedesse anche strumenti straordinari. Prepensionamenti e riconoscimento dei rischi sono strumenti già usati nelle crisi precedenti della siderurgia di Stato”.

Per Gambardella l’ex Ilva resta un’eccellenza da tutelare: “È un complesso che l’Europa ci invidiava. Ora, però, è nel caos. Non si ha contezza del dramma sociale: a Taranto c’è un conflitto inimmaginabile. I lavoratori sono attaccati di continuo da chi non vuole l’acciaieria, a una parte della città viene narrata una storia secondo cui l’Ilva inquina, e c’è poi tutta la politica che, sullo stabilimento, ha fatto solo battaglie elettorali. Il clima sociale è logorato, sono tutti contro tutti”.

Intanto, Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero in tutti i siti del gruppo per lunedì 12 ottobre: “E’ l’inizio di una serie di iniziative, perché il governo risponda a richieste che sono legittime e che difendono l’economia di intere famiglie. Nessuno sembra rendersi conto del danno economico che subirà quella città, ci sarà un logoramento sociale”, prosegue Gambardella. Il sindacato non esclude di estendere la mobilitazione ai giorni successivi, anche con iniziative territoriali.