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Manovra, Salvini alle banche: “Ci aspettiamo 5 miliardi di contributo”. Ma FI frena: “Non sono un bancomat per l’erario”

Salvini punta a ottenere da banche e assicurazioni un contributo volontario di almeno 5 miliardi per la manovra

Manovra, Salvini alle banche: “Ci aspettiamo 5 miliardi di contributo”. Ma FI frena: “Non sono un bancomat per l’erario”

Salvini punta al contributo volontario delle banche per la prossima manovra

Il vicepremier e leader della Lega rilancia sull’ipotesi di un contributo da parte di banche e assicurazioni per la manovra finanziaria, tema sollevato anche a La Piazza 2026, la kermesse di Affaritaliani andata in scena a Ceglie Messapica (Brindisi) dal 27 al 29 agosto.

“Potremmo anche essere più ambiziosi e aspettarci almeno 5 miliardi di contributo volontario, gioioso e spontaneo”, ha dichiarato Matteo Salvini, rispondendo a una domanda sull’ipotesi di un intervento da 2-3 miliardi emersa nelle ultime ore. L’obiettivo, ha spiegato il ministro, è raggiungere un’intesa attraverso il dialogo con il settore bancario, senza ricorrere a un intervento normativo. Il tutto, “con un confronto positivo e costruttivo, puntando a ottenere il contributo “senza mettere una norma”.

Per il leader della Lega, la cifra richiesta sarebbe sostenibile alla luce dei risultati attesi dal comparto. “Con utili attesi a 50 miliardi quest’anno da parte delle banche, cinque miliardi sono una cifra assolutamente sostenibile e rispettosa”, ha sottolineato, ribadendo che la partecipazione degli istituti di credito alla crescita del Paese sarà un tema presente nella prossima legge di bilancio. Salvini ha insistito sulla necessità di un’intesa all’interno della maggioranza, nonostante le perplessità espresse dal leader di Forza Italia, Antonio Tajani. “C’è un tavolo di centrodestra e spero ci arriveremo di comune accordo”, ha affermato il vicepremier, auspicando una convergenza tra gli alleati sulla misura.

Nel confronto tra i partiti di maggioranza è emerso anche il tema dell’abolizione del canone Rai. Anche su questo fronte, Salvini ha riferito di intravedere segnali positivi di convergenza, ha detto, lasciando intendere che potrebbero esserci margini per un’intesa. Quanto alle ipotesi del voto anticipato, il leader della Lega ha confermato la volontà di arrivare alla fine naturale della legislatura, fissata per l’autunno del 2027. “Ci sono così tante cose da fare, così tanti cantieri da completare, così tante case da riassegnare”, ha detto. Salvini ha inoltre espresso “soddisfazione per l’approvazione della legge elettorale”: “Ci hanno spiegato per mesi che non avremmo avuto i numeri, invece c’erano”.

La replica di FI

Di segno opposto la posizione di Forza Italia. “Le banche non vanno usate come un bancomat per l’erario, ma devono contribuire a sostenere e rafforzare il sistema sociale”, afferma all’Adnkronos Maurizio Casasco, deputato azzurro e responsabile economia del partito, commentando la proposta di Salvini. “Grazie alla posizione assunta da Forza Italia e dal suo leader Tajani, il governo ha avuto un rapporto di dialogo e confronto costante con le banche, non accettando il principio degli extraprofitti, che consideriamo statalista e contro la nostra visione liberale», sottolinea Casasco, ricordando che “sono stati portati nelle casse dello Stato già 10 miliardi di euro“. Per il deputato, inoltre, “i patti (già modificati due volte) vanno rispettati per una questione di credibilità”.

Da qui la proposta di puntare su un “patto sociale per il Paese”, attraverso un confronto con gli istituti di credito non per generare nuove entrate fiscali, ma per favorire la crescita e rendere più accessibili i servizi bancari, oltre a “remunerare i depositi, ovviamente per quelle banche che ora non lo fanno”.

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