La Piazza 2026, l’intervista del direttore di Affaritaliani Marco Scotti al ministro Salvini
“Poche ore fa abbiamo prorogato al 5 settembre il taglio delle accise sul diesel. Occorre però qualcosa di più duraturo e sostanzioso, che permetta a imprese e famiglie di avere una programmazione a più lungo termine. Come Lega, e ve ne sarete accorti in queste settimane, non ci limitiamo a dire chi bisogna aiutare: abbiamo messo sul tavolo anche dove trovare le risorse per intervenire oltre il 5 settembre”. Così Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene alla kermesse politico economica La Piazza 2026 dialogando con il direttore di Affaritaliani Marco Scotti.
“Non voglio pensare che si possa aiutare soltanto una parte della popolazione- sottolinea Salvini- leggevo sui giornali alcune ipotesi, ma come Governo non abbiamo ancora stabilito come intervenire. Da vicepresidente del Consiglio e da segretario della Lega non sarei d’accordo nel limitare gli aiuti alle cosiddette fasce più basse, individuate sulla base di un determinato reddito ISEE. Come gruppo degli economisti della Lega stiamo lavorando per superare il concetto stesso di ISEE. Se dai tutti i bonus comunali, regionali, pubblici e statali soltanto a chi ha un ISEE fino a 20-25 mila euro, finisci per destinare i contributi pubblici sempre alle stesse persone: bonus benzina, bonus bebè, bonus libri, bonus affitto, casa popolare. Non è possibile che siano sempre gli stessi a ricevere tutto”.
Inoltre penso, prosegue Salvini, “che sia impensabile escludere il mondo del lavoro autonomo, delle partite IVA, degli artigiani, dei commercianti e dei liberi professionisti. I lavoratori autonomi non sono lavoratrici e lavoratori di serie B: spesso hanno meno tutele e meno garanzie rispetto al mondo del lavoro dipendente”.
Ma dove trovare le risorse? “Abbiamo avanzato più di una proposta. Al di là di chiedere un contributo alle aziende energetiche e petrolifere che stanno realizzando margini notevoli, ci sono due strade. O si fa, e noi saremo favorevoli, uno scostamento di bilancio, sul quale Bruxelles non deve darci nessun permesso: significa utilizzare risorse degli italiani che già ci sono per aiutare altri italiani in difficoltà. Oppure, in aggiunta o in sostituzione, si possono chiedere risorse a quelle imprese che stanno realizzando margini, profitti e guadagni che non hanno precedenti nella storia della Repubblica. Non si tratta di andare in Unione Sovietica o di far venire l’orticaria a qualcuno. Ci tengo a dare tre dati, perché in piazza possono esserci leghisti, antileghisti, amici del Governo o persone che sperano che vinca Schlein o Conte: è il bello della democrazia. Però i numeri sono numeri. Non ci sono numeri leghisti o numeri grillini”.
“Nei primi sei mesi del 2026, nonostante le due guerre in corso e le grandi difficoltà per tante imprese e tante famiglie. aggiunge Salvini- le prime cinque banche italiane hanno superato i 15 miliardi di euro di utili, con un aumento del 3,7% rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso. Una buona parte di questi utili arriva dai cittadini, anche attraverso l’aumento delle commissioni”. Invito chi è in piazza, tornando a casa stasera, a verificare quanto le banche riconoscono di interessi a chi lascia denaro sul conto corrente o in deposito: spesso la cifra è zero. E quanto, invece, le stesse banche chiedono di interessi allo stesso cittadino che va in banca a chiedere un prestito”.
“Le banche l’anno scorso hanno realizzato 47,5 miliardi di euro di utili e una buona parte di questi utili arriva dai soldi dei cittadini. Ci sono altri Paesi europei che hanno chiesto un contributo minimo, dall’1% per le piccole banche fino al 7% per le grandi banche. Faccio l’esempio di un Governo lontano da me culturalmente, quello spagnolo, che ha portato a casa 5 miliardi di euro. E le banche spagnole continuano a crescere in Borsa e a realizzare margini miliardari”, prosegue Salvini. Negli ultimi dieci anni, le stesse banche che stanno facendo utili senza precedenti nella storia della Repubblica hanno chiuso 11 mila sportelli. E solo nei primi sei mesi di quest’anno hanno lasciato a casa 5.621 dipendenti”, sottolinea ancora il ministro.
“Spesso questi utili sono coperti da garanzie dello Stato: se il cittadino non paga, interviene lo Stato; se il cittadino paga, la banca incassa e distribuisce dividendi. La domanda che faccio è: visto che le banche finiranno il 2026 come l’unico soggetto imprenditoriale in Italia con circa 50 miliardi di euro di utili, chiedere una piccola parte di questi utili, garantiti dallo Stato e pagati dai cittadini anche attraverso le commissioni, per aiutare famiglie e imprese in difficoltà è qualcosa di utile o è qualcosa di fuori discussione? Secondo me è qualcosa di utile. Preferisco chiedere un sacrificio a cinque banchieri piuttosto che a 50 milioni di italiani. E lo dico da liberale, perché gli imprenditori che sono in piazza rischiano del loro: se falliscono, se un cliente o un fornitore non li paga, non è che c’è lo Stato che li rimborsa. Non può esserci una differenza tra interessi attivi e passivi senza che se ne possa discutere. Quindi non può essere semplicemente un ‘no perché no’. Mi si spieghi perché altri Paesi europei fanno questo intervento e mi si spieghi perché in Italia non si dovrebbe fare. Penso di essere stato numericamente molto chiaro”, sottolinea ancora Salvini.
I temi di Pontida
“Per quanto riguarda Pontida, sicurezza, costo della vita e sanità sono le prime tre priorità. E l’Europa rientra su tutto, perché i vincoli europei incidono sui temi della sicurezza, dell’economia, degli investimenti nella scuola e nella salute”, dice Salvini. “Sulla sicurezza faccio un esempio molto concreto: mentre io sono a Roma e voi siete a Ceglie, abbiamo nelle strade e nelle stazioni italiane 6.800 militari per l’operazione Strade Sicure, con un investimento di 231 milioni di euro. La proposta della Lega è arrivare subito, nei prossimi mesi, a 10 mila militari nelle strade e nelle stazioni italiane, con una spesa supplementare di 109 milioni di euro all’anno. Il contributo delle banche di cui parlavo potrebbe garantire questo aumento di militari nelle strade per tre anni, non per tre mesi”, aggunge il ministro.
Poi c’è il tema dell’equità sociale e del costo della vita per le famiglie italiane, e quello dello sbilanciamento a vantaggio di qualcuno. “Il gruppo degli economisti della Lega sta lavorando anche in questo caldo agosto per fare un quadro complessivo di tutti i bonus pubblici che finiscono nelle tasche degli italiani, o di chi è arrivato in Italia, per superare anche il famoso criterio dell’ISEE. Possedere una casa di proprietà non può essere una condanna a morte. Se c’è qualcuno in piazza a Ceglie che ha una casa di proprietà, vuol dire che se l’è sudata, se l’è pagata e ci ha anche pagato le tasse. Non si possono escludere queste persone dai contributi che lo Stato può dare, considerandole automaticamente dei super ricchi”, aggiunge il ministro.
“Quest’anno, per la prima volta, per una mia competenza come ministro, sul tema della casa daremo un contributo per il pagamento dell’affitto a migliaia di genitori separati o divorziati che, dopo la separazione, perdono la casa di proprietà, magari continuando a pagare il mutuo della casa dove vive l’ex moglie o l’ex marito. Devono quindi sostenere anche le spese per un affitto per continuare a vedere i propri figli. Per la prima volta riusciremo a coprire la metà delle spese di questo affitto, fino a 500 euro al mese, per migliaia di genitori separati. E ho tolto il criterio dell’ISEE, introducendo la dichiarazione dei redditi, perché i contributi devono andare alla gente che lavora, non a chi lavora in nero o a chi mette al mondo figli soltanto per ottenere nuovi contributi”, sottolinea ancora Salvini.
“In questi giorni qualcuno ha fatto una proposta politica che considero fra le più strampalate che abbia sentito negli ultimi anni: più figli fai, più schede elettorali hai. Come se i figli fossero un bonus elettorale. È una sciocchezza senza capo né coda. Anche perché, se si premiassero sempre gli stessi di cui parlavo prima, quelli che portano a casa tutti i bonus, ci manca giusto di dare a queste persone sette schede elettorali al posto delle famiglie italiane”, aggiunge Salvini.
La dimensione nazionale della Lega “non è in discussione”
“Quanto alla mia leadership, io metto in discussione me stesso ogni mattina quando mi alzo e ogni sera quando mi addormento. Lo stipendio me lo paga chi è in piazza e ho la responsabilità di 265 miliardi di euro di cantieri aperti in tutta Italia, compreso il Salento. Ogni giorno cerco di dare il meglio di me stesso e ogni giorno commetto degli errori. Come diceva mio nonno Aldo Matteo, gli unici che non sbagliano mai sono quelli che non fanno un accidente dalla mattina alla sera e danno lezioni agli altri. Chiunque fa qualcosa nella vita sbaglia. Detto questo, la Lega oggi ha quattro governatori, governa 14 regioni italiane su 20 e ha 540 sindaci in tutta Italia, al Nord e al Sud. La dimensione nazionale della Lega, mantenendo salda la radice dell’autonomia e del federalismo, è qualcosa che non si può mettere in discussione. L’Italia vince in un contesto europeo e internazionale se è forte e unita, da Milano a Ceglie”, sottolinea ancora Salvini.
“Io sono in ottimi rapporti con tutti e adoro quelli che lavorano tanto e perdono poco tempo in beghe e polemiche. Il congresso lo abbiamo fatto l’anno scorso, all’unanimità. Il mio obiettivo è fare al meglio il ministro che si occupa di unire il Paese, riaprendo cantieri che erano fermi da trent’anni, al Nord e al Sud. In Puglia abbiamo un record storico di cantieri aperti. Non chiedo il grazie, ma quantomeno la comprensione di chi è in piazza. Il mio obiettivo è vincere le elezioni l’anno prossimo per portare avanti tutto quello che stiamo progettando e seminando adesso, con la Lega sopra il 10%”, conclude Salvini.


