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Economia
Fiat, Renzi in visita a Melfi: "Il lavoro? Si crea con il Jobs Act, non nei talk show"

"Il lavoro non si crea partecipando ai talk show... Hanno detto tutto il male possibile su di me , su Marchionne, sul job act...". Il Capo del governo Matteo Renzi offre questa battuta ai cronisti nel corso della visita nello stabilimento Fca di Melfi. Una battuta che fa un implicito riferimento a Maurizio Landini, il leader Fiom. "Si crea lavoro - aggiunge il premier - con le fabbriche, nella realtà pratica concreta". Incontrando i dipendenti di Fiat Chrysler, il premier ha detto: "Qui abbiamo visto volti, storie di donne e uomini, che spero anche grazie al Jobs Act vedranno contratti di lavoro sempre più solidi e più stabili. In Italia son tutti buoni a fare le polemiche, ma ci sono persone che ci credono e con un progetto straordinario investono nel futuro. Il governo fa quello che deve fare, ma l'Italia deve ripartire - ha proseguito -. A Melfi si fanno le Jeep per l'America. Ci aspettiamo che torni il gusto di dire che l'industria automobilistica italiana è la più forte del mondo".

Dal canto suo, Marchionne ha ribadito il supporto quando ha risoposto "assolutamente sì" quando gli si chiedeva se le riforme di Renzi fossero la ricetta giusta: "Sta sbloccando un sistema ingessato da anni. Gli errori li fanno tutti, ma l'importante è andare avanti". L'ad del Lingotto è intervenuto anche sulla polemica del sindacato unico proposto da Renzi e bollato come 'autoritario' dai sindacati: "In tutti i sistemi del mondo, lo vedi in Germania, lo vedi negli Usa, e non mi pare che siano regimi, c'è un sindacato dell'auto. Chi parla di regimi totalitari si sbaglia alla grande". Il manager ha poi annunciato che entro la fine dell'anno "molto probabilmente ci saranno altre mille assunzioni nel comprensorio di Melfi" e, interrogato sull'uscita da Confindustria, ha aggiunto: "Ho grandissimo apprezzamento per Giorgio Squinzi, ma Confindustria non mi manca".

La giornata a Melfi del premier è partita poco prima delle 11, proprio a bordo di una Jeep Renegade guidata da Marchionne. Assieme a loro, sul sedile posteriore, era seduto il presidente di Fca, Elkann. Nella delegazione governativa è presente anche il ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio. La visita aveva suscitato alcune polemiche, perché si tiene in concomitanza con l'assemblea annuale di Confindustria, dalla quale la Fca si è chiamata fuori, e che viene per questo disertata dal premier. Il presidente del consiglio ha ringraziato Marchionne e Elkann, per aver fatto a lui e al ministro dei Trasporti, Delrio, il "regalo" di vedere i volti, gli occhi e le storie di donne e di uomini che hanno avuto anche coraggio", e di non parlare, come "siamo abituati, di "lavoro in termini statistici, con i numeri", che "è una cosa brutta".

Sul futuro del gruppo, Renzi ha aggiunto: "Aspettiamo buone notizie per Cassino, io non vedo l'ora di potermi comprare un'Alfa Romeo" in riferimento ai piani di rilancio della casa del Biscione. Non sono mancate le reazioni politiche e sindacali alla visita. "Non è certo la prima volta che il presidente del consiglio va a viitare la Fiat e dimostrare amicizia all'amministratore delegato, quindi non ci vedo una straordinaria notizia", ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "Melfi non ha mai chiuso, ha continuato a produrre. Abbiamo salutato con favore, dopo tanti annunci e tanta cassa integrazione che la Fiat abbia ripreso a fare modelli e investimenti", ha chiosato. La vice presidente della Confindustria, Diana Bracco, non si è mostrata delusa: "Ci ha scritto una bella lettera - ha detto Bracco - con la quale condivide la nostra posizione che è quella di rimettere al centro il settore manifatturiero". Il governatore lombardo, Roberto Maroni, ha parlato invece di scelta "incomprensibile".

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