SAFE è lo strumento Ue che finanzia investimenti nella difesa con prestiti fino a 150 miliardi di euro. All’Italia è stata assegnata una quota da 14,9 miliardi, ma il governo valuta se usarla tutta o ridurla.
Fondo SAFE Italia: cos’è
SAFE significa Security Action for Europe. La Commissione europea lo definisce uno strumento per fornire fino a 150 miliardi di euro in prestiti a lungo termine e a condizioni competitive agli Stati membri che chiedono assistenza finanziaria per investimenti nella difesa.
Il Consiglio dell’Unione europea indica che il regolamento istitutivo è entrato in vigore il 29 maggio 2025. L’obiettivo è aiutare i Paesi Ue ad aumentare rapidamente gli investimenti militari, soprattutto attraverso acquisti comuni.
Non si tratta di contributi a fondo perduto. I soldi arrivano come prestiti. L’Italia, se li utilizza, dovrà restituirli secondo le condizioni fissate dal programma. La differenza rispetto a un finanziamento ordinario sta nella durata lunga e nel costo potenzialmente più basso rispetto a emissioni nazionali in condizioni di mercato sfavorevoli.
Fondo SAFE Italia: prestiti per 14,9 miliardi
Eunews ha riferito che Bruxelles ha dato il via libera alla seconda ondata di prestiti SAFE per otto Paesi, tra cui l’Italia, con una dotazione italiana da 14,9 miliardi.
I fondi servono a finanziare capacità di difesa. Le aree citate nelle ricostruzioni europee comprendono difesa aerea e missilistica, sistemi anti-drone, munizioni, cyber, capacità navali e tecnologie per l’industria europea. Il programma nasce anche per ridurre la frammentazione degli acquisti nazionali e aumentare gli ordini congiunti tra Paesi membri.
Per l’Italia il costo dipende da tre elementi: quanta parte dei 14,9 miliardi verrà effettivamente richiesta, a quale tasso saranno erogati i prestiti e con quale calendario di rimborso. The Integrity Times ha indicato un tasso fisso del 3%, rimborso dal 2035 e durata fino a 45 anni per la quota italiana, ma la decisione politica sull’utilizzo integrale resta oggetto di confronto.
Fondo SAFE Italia: perché Roma valuta un uso ridotto
Il governo italiano non ha escluso di usare solo una parte della linea disponibile. Euronews ha scritto a fine maggio 2026 che Roma stava valutando di ridurre l’utilizzo dei prestiti SAFE da 14,9 miliardi a circa 4-5 miliardi, per coprire soprattutto progetti già contrattualizzati e dare priorità ad altre misure di bilancio, in particolare sul costo dell’energia.
ANSA ha riferito il 23 giugno che la Commissione europea ha avvertito il governo sulla necessità di non perdere i fondi. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha poi rinviato a settembre la definizione delle spese per la difesa.
Per i conti pubblici l’effetto non è identico a una spesa immediata finanziata in deficit, ma resta debito da rimborsare. L’uso pieno dei 14,9 miliardi aumenterebbe la disponibilità per programmi militari e industria nazionale. Un uso parziale ridurrebbe l’esposizione futura, ma lascerebbe sul tavolo una quota della linea europea.

