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Fondo Safe, Ravetto (FN) dice no: “È un debito per le armi sulle spalle delle future generazioni”

La deputata di Futuro Nazionale ribadisce la contrarietà del partito di Roberto Vannacci al prestito Ue per la difesa, mentre il governo formalizza in Parlamento la richiesta di 14,9 miliardi di euro

Fondo Safe, Ravetto (FN) dice no: “È un debito per le armi sulle spalle delle future generazioni”

Fondo Safe, la deputata di Futuro Nazionale Laura Ravetto: “No al debito per le armi, lo pagheranno le future generazioni”

Mentre il governo annuncia in Parlamento la richiesta ufficiale di 14,9 miliardi di euro al fondo Ue per la difesa Safe, da Futuro Nazionale arriva un secco no. Una posizione che il partito di Roberto Vannacci ribadisce senza sfumature. “Siamo contrari, da sempre. Parliamo di un debito che dovrà essere ripagato dalle future generazioni. In un momento storico come questo, il Paese non può permettersi di indebitarsi ulteriormente”, ha dichiarato ad Affaritaliani la deputata di Futuro Nazionale Laura Ravetto.

La contrarietà al Safe non nasce oggi: fin dalle prime fasi della trattativa italiana con Bruxelles, Futuro Nazionale ha mantenuto una posizione critica sul ricorso al prestito europeo per finanziare la difesa. Al centro delle obiezioni del partito c’è soprattutto la natura dello strumento: pur trattandosi di un finanziamento a condizioni agevolate, il Safe resta un debito, che lo Stato italiano dovrà restituire nei prossimi decenni – con scadenze che, secondo le regole del programma, possono arrivare fino a 45 anni. Per Ravetto e Futuro Nazionale, indebitarsi ulteriormente in questa fase storica rappresenterebbe una scelta poco sostenibile, che finirebbe per scaricare sulle prossime generazioni il costo degli investimenti nella difesa decisi oggi.

Nelle scorse settimane diverse ricostruzioni giornalistiche hanno descritto la crescita di Futuro Nazionale nei sondaggi come uno dei fattori che ha spinto Palazzo Chigi a temporeggiare a lungo sull’adesione al Safe, per timore che il tema del “riarmo a debito” potesse essere sfruttato in campagna elettorale contro la maggioranza.

Lo stesso governo, del resto, ha per mesi rinviato una decisione definitiva, in attesa di valutazioni tecniche su costi e convenienza del prestito rispetto ai titoli di Stato. La linea di Futuro Nazionale segue così la scia della critica al debito pubblico e ai vincoli imposti da Bruxelles come uno dei suoi temi identitari.

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