Il gas europeo ha raggiunto 78,36 euro per megawattora nella mattina del 21 settembre, per poi scendere in serata a 73,65 euro. Il movimento del Ttf non viene trasferito automaticamente e nello stesso giorno alle bollette, ma prezzi all’ingrosso elevati per periodi prolungati possono tradursi in rincari nei mesi successivi.
Una simulazione di Nomisma Energia stima per una famiglia che utilizza 1.400 metri cubi di gas all’anno una spesa fino a 429 euro più alta nel 2026 rispetto al 2025, pari a circa il 29%. È una stima basata sui prezzi di mercato, non un aumento uguale per tutti.
Gas oltre 70 euro: quanto può aumentare la spesa di una famiglia
La simulazione di Nomisma Energia prende come riferimento una famiglia tipo con un consumo annuo di 1.400 metri cubi. Il prezzo stimato in bolletta per settembre è di 137 centesimi al metro cubo, contro 106 centesimi nello stesso mese del 2025.
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Proiettando questi livelli sul 2026, la maggiore spesa per il solo gas arriverebbe a circa 429 euro, equivalente a un aumento del 29% rispetto all’anno precedente.
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L’impatto può essere particolarmente evidente durante l’inverno perché gran parte del consumo domestico si concentra nei mesi di accensione del riscaldamento. Un’abitazione che utilizza il gas quasi esclusivamente per cucinare avrà però un’esposizione molto inferiore rispetto a una casa riscaldata con una caldaia a metano.
Gas oltre 70 euro: perché gli aumenti non interessano tutti
Il Ttf è il prezzo di riferimento del gas all’ingrosso europeo, espresso in euro per megawattora. Non coincide con il prezzo finale pagato dal cliente, che comprende anche commercializzazione, trasporto, oneri e imposte.
Conta inoltre il contratto. Chi ha una tariffa a prezzo fisso può essere protetto, almeno fino alla scadenza delle condizioni economiche, dalle oscillazioni immediate del mercato. Nei contratti indicizzati il trasferimento delle variazioni può essere più rapido.
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La seduta del 21 settembre mostra anche quanto il mercato resti volatile. Dopo avere segnato 78,36 euro in mattinata, i future Ttf sono scesi a 73,65 euro, con un calo del 7,4%, favorito dalla ripresa degli sforzi diplomatici sulla guerra in Iran e dall’aumento dei flussi di idrocarburi attraverso Hormuz.
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Il dato da seguire nelle prossime settimane non sarà quindi il singolo picco giornaliero, ma la durata dei prezzi elevati mentre aumenta la domanda invernale.


