Gas, gli stoccaggi italiani corrono più dell’Europa: scorte oltre il 60% e obiettivo inverno già in sicurezza
Gli stoccaggi italiani di gas superano quota 60% e si confermano tra i più avanzati in Europa nella campagna di riempimento in vista dell’inverno. Secondo i dati Agsi/Gie aggiornati all’8 giugno, il livello complessivo delle scorte in Italia si attesta al 60,95%, ben al di sopra della media europea, ferma al 42,48%.
Il dato colloca l’Italia in una posizione di rilievo nel panorama Ue. Tra i principali Paesi europei, la Germania risulta ancora al 34%, mentre livelli superiori a quelli italiani si registrano solo in Portogallo, all’86,12%, e in Spagna, al 72,31%. Si tratta però di Paesi con una capacità di stoccaggio sensibilmente inferiore rispetto a quella italiana. In termini assoluti, dunque, l’Italia risulta oggi il primo Paese dell’Unione europea per volumi di gas stoccato.
La corsa al riempimento assume un valore strategico in vista della prossima stagione termica, anche alla luce del contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati energetici. Disporre di scorte adeguate prima dell’avvio dell’inverno consente infatti di contenere l’esposizione del sistema nazionale alle oscillazioni dei prezzi, gestire i picchi di domanda e ridurre i rischi legati a eventuali criticità temporanee nei corridoi di approvvigionamento.
Il raggiungimento del target europeo del 90% appare già garantito dalla capacità allocata attraverso le aste gestite da Snam nella prima metà di aprile. Le procedure hanno consentito di assegnare 17,5 miliardi di metri cubi sui 19 miliardi disponibili, un livello considerato sufficiente per centrare l’obiettivo fissato da Bruxelles. Già nel 2025 l’Italia aveva raggiunto il target con due mesi di anticipo rispetto alla scadenza europea.
A favorire l’esito positivo della campagna hanno contribuito anche gli interventi del Governo e di Arera, finalizzati a sterilizzare l’impatto del costo della commodity sulle decisioni degli operatori chiamati a prenotare capacità nei depositi. In particolare, il cosiddetto “premio-giacenza” ha permesso di compensare l’eventuale differenziale sfavorevole tra il prezzo atteso del gas nella prossima stagione invernale e quello della stagione estiva, incentivando sia l’iniezione sia il mantenimento del gas negli stoccaggi.
La tempestività dell’avvio della campagna di riempimento è considerata fondamentale anche per contrastare eventuali pressioni sui prezzi nei mesi estivi, quando altri Paesi membri dovranno accelerare le operazioni per avvicinarsi agli obiettivi europei. In questo quadro, l’Italia parte da una posizione più solida rispetto alla media Ue.
La capacità di stoccaggio italiana, pari a circa 18 miliardi di metri cubi compreso lo stoccaggio strategico, è una delle più rilevanti in Europa, seconda solo a quella tedesca, ed è potenzialmente in grado di coprire oltre un terzo dei consumi invernali. Snam gestisce 12 dei 13 siti di stoccaggio presenti in Italia e circa un sesto della capacità complessiva dell’Unione europea.
Gli stoccaggi svolgono un ruolo chiave per la sicurezza energetica del Paese: permettono di bilanciare il mercato coprendo il differenziale tra domanda e offerta, soprattutto nei mesi freddi, quando i consumi possono superare anche di tre o quattro volte quelli estivi, e contribuiscono a garantire la continuità degli approvvigionamenti in caso di carenze o tensioni sull’import. Il funzionamento del sistema si basa su un ciclo stagionale: il gas viene immesso nei giacimenti durante l’estate, quando la domanda è più bassa, e reimmesso nella rete durante l’inverno per soddisfare i consumi di famiglie, imprese e produzione elettrica. Una dinamica che, nell’attuale scenario europeo, rende gli stoccaggi un presidio essenziale per la tenuta del sistema energetico nazionale.

