Gasolio, Eni torna a 2,19 euro: nuovo sconto per gli italiani
Nuovo sconto sul gasolio Eni. La compagnia ha tagliato di 2 centesimi il prezzo consigliato ai distributori del proprio marchio, che scende da 2,21 a 2,19 euro al litro. È lo stesso livello del primo price cap comunicato il 25 settembre. Il tetto ufficiale resta invece fissato a 2,25 euro al litro.
È il secondo ribasso in tre giorni. Martedì, con la scadenza a mezzanotte del 6 ottobre dello sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro, Eni aveva dovuto adeguare i propri prezzi, fino ad allora legati all’agevolazione: il gasolio era salito da 2,19 a 2,25 euro, mentre la benzina, non toccata dallo sconto sulle accise, era rimasta a 1,99.
Il giorno dopo era arrivata una prima limatura di 4 centesimi, a 2,21 euro, che secondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana rifletteva probabilmente il nuovo crollo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. Con il ritocco di oggi il listino torna dove era prima della fine dello sconto: in pratica Eni assorbe i 6 centesimi di aumento fiscale.
Il divario con il resto della rete resta ampio. Secondo l’Osservatorio del Mimit, giovedì 8 ottobre il gasolio self costava in media 2,261 euro al litro sulla rete stradale, invariato rispetto al giorno prima, e 2,287 in autostrada: circa 7 centesimi in più del prezzo Eni, oltre 3,5 euro su un pieno da 50 litri.
Sullo sfondo resta l’incognita fiscale. Il governo aveva annunciato le accise mobili, finanziate con l’extragettito Iva, alla scadenza dello sconto, ma il decreto interministeriale Mase-Mef non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale: per la prima volta da marzo gli automobilisti non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti. Interpellato a Montecitorio, il viceministro all’Economia Maurizio Leo ha risposto: “Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione”.
Il price cap Eni, scattato il 28 settembre, ha una durata iniziale di 30 giorni, con possibile proroga fino a fine anno in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. All’iniziativa, nata su appello del governo, hanno poi aderito IP–Socar, Q8 e Tamoil: al 3 ottobre, secondo il Mimit, oltre 10mila distributori, più di uno su due, applicavano il tetto.


