Il prezzo medio nazionale del gasolio self service resta a 2,066 euro al litro nonostante il taglio fiscale entrato in vigore il 28 luglio. La riduzione delle accise vale 17 centesimi, ma nei primi tre giorni i listini sono scesi in media di 11,8 centesimi sulla rete ordinaria.
Quanto costa oggi il gasolio
Il prezzo medio nazionale comunicato il 30 luglio dal ministero delle Imprese e del Made in Italy è di 2,066 euro al litro per il gasolio in modalità self service. La benzina si attesta invece a 1,989 euro.
Leggi anche: Decreto carburanti, “no” all’aumento delle sigarette di Salvini e Tajani
I dati derivano dalle comunicazioni inviate dai gestori degli impianti all’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit e vengono aggiornati ogni mattina. Il valore medio nazionale non coincide necessariamente con il costo esposto dal singolo distributore, che può essere più alto o più basso in base alla zona, alla compagnia e alla modalità di rifornimento.
La soglia dei 2 euro continua quindi a essere superata anche dopo l’intervento deciso dal governo. Prima del taglio fiscale il diesel aveva raggiunto livelli ancora più elevati, spinto dall’aumento delle quotazioni internazionali e dalle tensioni sui mercati energetici.
Gasolio sopra i 2 euro: perché il taglio delle accise non si vede tutto
La riduzione stabilita dal governo equivale a 17 centesimi al litro, considerando anche l’effetto dell’Iva. Se fosse stata trasferita interamente e immediatamente al consumatore, un pieno da 50 litri sarebbe costato 8,50 euro in meno.
Leggi anche: Taglio delle accise sul diesel, quanto si risparmia da oggi sul pieno
Secondo il monitoraggio del Codacons, dal 27 al 30 luglio il prezzo medio del gasolio è però diminuito di 11,8 centesimi sulla rete ordinaria. Il risparmio effettivo su 50 litri è quindi di circa 5,90 euro, 2,60 euro in meno rispetto al beneficio teorico prodotto dal provvedimento.
La variazione delle accise non è l’unico elemento che determina il prezzo finale. Il listino comprende il costo industriale del carburante, i margini della distribuzione, il trasporto, la fiscalità e l’andamento delle quotazioni dei prodotti raffinati.
Leggi anche: Caro benzina, l’esperto avverte il governo: “Tagliare le accise non basta, il costo lo pagano i cittadini”
Un distributore può anche aver acquistato il gasolio presente nei serbatoi prima dell’entrata in vigore dello sconto. L’adeguamento può quindi richiedere alcuni giorni, soprattutto negli impianti con minori volumi di vendita. Questa spiegazione non basta però a chiarire tutte le differenze rilevate tra territori e reti.
Carburanti, dove i prezzi sono calati di più
In autostrada la riduzione media registrata nei primi tre giorni è stata di 9 centesimi al litro. Il divario rispetto ai 17 centesimi previsti raggiunge quindi 8 centesimi.
Leggi anche: Accise sul gasolio, perché lo sconto non vale per la benzina? I motivi
La Campania è la regione in cui il ribasso è risultato più limitato, con 9,5 centesimi in meno rispetto al 27 luglio. Seguono Basilicata, con 10,2 centesimi, e Molise, con 10,6. Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia hanno registrato diminuzioni superiori ai 13 centesimi.
Il prezzo praticato dal singolo impianto può essere controllato attraverso il portale Osservaprezzi del Mimit. Il confronto è particolarmente utile in autostrada e nelle aree dove la presenza di pochi distributori riduce le alternative disponibili.
Gasolio sopra i 2 euro: l’esposto all’Antitrust
Il Codacons ha chiesto all’Autorità garante della concorrenza e alla magistratura di verificare la mancata applicazione integrale dello sconto. Nell’esposto vengono ipotizzate pratiche commerciali scorrette e una possibile truffa aggravata ai danni degli automobilisti.
La presentazione dell’esposto non dimostra l’esistenza di irregolarità. Antitrust e procure dovranno valutare se i tempi di adeguamento siano compatibili con il normale funzionamento del mercato oppure se alcune società abbiano trattenuto una parte del beneficio fiscale.
Anche con una riduzione completa di 17 centesimi, il prezzo sarebbe rimasto vicino a 2 euro. Partendo dai livelli precedenti al decreto, lo sconto fiscale non sarebbe stato sufficiente a riportare il gasolio sui valori osservati prima dell’ultima impennata dei prodotti petroliferi.

